UPDATE ore 18.30 – Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha firmato il decreto fiscale che la prossima settimana arriverà in Parlamento: Equitalia verrà sciolta e a partire dal luglio 2017 verrà sostituita da un ente pubblico chiamato "Agenzia delle Entrate-Riscossione", sottoposto all'indirizzo e alla vigilanza del Ministero dell'Economia e delle Finanze. E' quanto si legge nel testo del decreto, approvato dalla Ragioneria e datato 21 ottobre, spedito stamane al Quirinale. A capo dell'ente ci sarà il direttore dell'Agenzia delle Entrate. La novità più interessante è che le sanzioni amministrative per violazione del codice della strada saranno escluse dall'operazione.

Qualcuno l’aveva definita la “norma salva-Corona”. L’aliquota forfettaria del 35% per regolarizzare le somme in contanti illecitamente nascoste al fisco sarebbe saltata dal testo finale del decreto fiscale che accompagna la legge di Bilancio. Troppo le polemiche dei giorni scorsi sulla voluntary-bis: in molti ci vedevano una sorta di rinnovato condono: di "sanatoria" e "scivolo" per i più ricchi, aveva parlato in qualche modo l’Agenzia delle Entrate. L’idea ora è di tornare alla voluntary disclosure in versione originale, quella 2015, senza un’aliquota forfait, che imponeva ai contribuenti anche di dimostrare la provenienza delle somme sanate. Allo stesso tempo, sarebbe confermato l’obbligo di dichiarare, sotto la diretta responsabilità del contribuente, la provenienza del denaro.

Nel frattempo il premier Matteo Renzi, in merito alle osservazioni Ue alla manovra, ha spiegato che "non cambia assolutamente niente. Potranno scrivere una lettera per chiedere maggiori spiegazioni, ma la legge di bilancio non si cambia. Questa manovra ha il deficit più basso degli ultimi dieci anni: vogliamo dare un segnale ai cittadini, non alle tecnocrazie". Renzi ha parlato anche della sburocratizzazione del fisco, ribadendo che "non c'è nessuno condono nella manovra del governo, e anche con il superamento di Equitalia chi ha preso una multa la deve pagare, non è che non la può pagare. A quelli che dicono che stiamo facendo i condoni e aiutando gli evasori dico che abbiamo fatto il risultato migliore nel fare soldi dalla lotta all'evasione, 14,9 miliardi".

"Si è scelto un nome bello, Equitalia, l'Italia equa, giusta, ma poi si è fatto altro – ha proseguito il premier-. Visco e Tremonti hanno impostato Equitalia in una logica di sanzioni, non di raggiungimento di un obiettivo". Con la manovra "Equitalia viene superata, si sceglie un meccanismo diverso non solo nella forma societaria ma anche nel metodo. Spero che partiremo subito: se ti scordi di pagare la multa, ti arriva un sms, non l'ufficiale giudiziario. Basta con Equitalia come ‘killer' dei cittadini. Il fisco deve essere il consulente dei cittadini, che sono i datori di lavoro". Dunque "solo il superamento di un meccanismo che era punitivo per i cittadini. Magari c'è l'imprenditore che prima di pagare l'Iva ha pagato lo stipendio agli operai. Giusto che paghi", ma non con sanzioni che a volte "raddoppiano o triplicano" l'importo.