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La verità di Caprotti, padrone di Esselunga: a 88 anni lascia il suo impero

Bernardo Caprotti, 88enne presidente della catena di supermercati Esselunga, scrive una lettera al Corriere della Sera rispondendo e a un articolo sulle donazioni ai figli. Il prossimo 23 dicembre andrà in pensione.

La verità di Caprotti, padrone di Esselunga: a 88 anni lascia il suo impero.

“Caro Direttore, grazie, siamo finalmente in prima pagina, sia Gerevini che io”: inizia così la lettera che Bernardo Caprotti, presidente della catena di supermercati Esselunga, ha scritto al Corriere della Sera. Una lettera attraverso la quale Caprotti risponde a un articolo che ieri lo stesso quotidiano aveva pubblicato e nel quale si parlava di una serie di donazioni fatte dall’anziano imprenditore ai familiari, alla segretaria e ad altri enti. Innanzitutto il signor Esselunga spiega di aver pagato tutte le tasse previste sulle donazioni e non evita di parlare del giornalista che ha “impestato tutte le redazioni dei giornali d’Italia”. Caprotti parla di un “chiarimento”, dice che “qui dentro c’è stato un terribile schifo, una congiura”. E parla anche della figlia Violetta, la figlia con cui avrebbe dei rapporti difficili.

Il 23 dicembre lascia deleghe, poteri e compensi - In coda alla lettera Caprotti scrive ancora: “Le montagne di cose e di soldi che hanno avuto i miei figli maggiori, qui non lo mettiamo, anche per decenza”. Bernando Caprotti, che prese la direzione della Supermarkets (poi Esselunga) nel 1965 presto abbandonerà il suo impero. Il leader di Esselunga lascerà, scrive il Corriere, tutte le deleghe operative il prossimo 23 dicembre, tutti i poteri di firma e i compensi. Smetterà insomma di essere un dipendente della sua azienda dopo 62 anni di lavoro continuativo. “Forse mi sentirò più leggero”, ha fatto sapere Caprotti ai suoi dipendenti. Anche la successione è risolta, scrive il Corriere: tutto è sigillato in una busta custodita dal notaio Carlo Marchetti.

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