Il sindaco di Calizzano, Comune di poche centinaia di anime nella provincia di Savona, ha deciso che i migranti ospitati nel suo paese non potranno utilizzare gli autobus su cui viaggiano gli studenti. Pierangelo Olivieri, avvocato che guida una lista civica vicino al centrodestra, ha spiegato di aver preso questa decisione dopo che nei giorni scorsi tra i migranti ci sono state risse nell'albergo che li ospita e screzi con i gli abitanti. E soprattutto perché ci sarebbero stati dei battibecchi sugli autobus utilizzati dagli studenti al mattino per andare a scuola. “Ci sono stati episodi spiacevoli verso alcune ragazze, per questo abbiamo ottenuto l'impegno da parte della cooperativa ‘Il Faggio’ che gestisce i migranti a invitarli a non salire su quei bus se non strettamente necessario”, ha spiegato il sindaco di Calizzano, respingendo però le accuse di razzismo. A raccontare la decisione del primo cittadino di dividere migranti e studenti i quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX.

Il sindaco: “Non voglio un paese polveriera” – A quanto pare però la cooperativa ha preso le distanze dalle parole del sindaco sostenendo sia impossibile essere d'accordo con l'ipotesi della divisione. “Non si tratta di razzismo o intolleranza perché abbiamo integrato i migranti nella polisportiva che ha anche vinto un premo per un video contro il razzismo. Ma dopo le risse e gli episodi sui bus il clima è cambiato. Non voglio un paese polveriera. E poi la licenza dell'albergo è per 24 migranti e non per 40. Chiederò alla prefettura di rispettare quei parametri”, ha risposto il sindaco. Olivieri ha anche detto che spesso i migranti utilizzano i mezzi pubblici senza il biglietto e per questo l'azienda dei trasporti proporrà alla cooperativa ‘Il Faggio’ un abbonamento convenzionato per fare in modo che i biglietti vengano pagati.