Firmato oggi al ministero dello Sviluppo economico l'accordo per i lavoratori dell’Ilva costretti alla cassa integrazione straordinaria fino alla vendita: saranno 3.300 e non quasi cinquemila come chiesto dall’azienda. Ad annunciarlo in una nota, Fim, Fiom e Uilm: “Si è appena concluso l’incontro tra il viceministro Teresa Bellanova, le organizzazioni sindacali, la direzione Ilva e la Regione Puglia sugli ammortizzatori per i lavoratori dei siti Ilva di Taranto e Marghera, dopo l’interruzione della trattativa la scorsa settimana. Dopo una lunga discussione sui vari punti, è stata raggiunta un’intesa sulla procedura di cassa integrazione straordinaria avanzata originariamente dall’azienda per 4.984 lavoratori su un totale di oltre 10.000 lavoratori interessati”.

Il tavolo, presieduto dal vice ministro Teresa Bellanova, ha fatto scendere a circa un terzo le richieste dell’Ilva, che il 31 gennaio aveva evidenziato la necessità di 4.984 esuberi temporanei. La maggior parte dei dipendenti coinvolti (3.300 su un totale di circa 10mila) sono quelli impiegati nello stabilimento di Taranto (3.240) e una piccola parte (60) arrivato dal deposito di Marghera. L'intesa sarà valida fino al termine dell'amministrazione straordinaria, ai attesa che si concluda il processo di vendita della più grande acciaieria d'Europa. “I lavoratori impiegati sugli impianti che saranno interessati a marcia ridotta – continua il comunicato – saranno coinvolti in una rotazione bisettimanale. Per i circa 800 lavoratori addetti al tubificio, tubificio Erw rivestimenti, e Pla del sito tarantino, nei periodi di fermo produttivo, è definita una rotazione certa di una settimana lavorativa a fronte delle sei di Cassa. Per quanto riguarda la formazione, Ilva si è resa disponibile a una giornata di formazione aggiuntiva in alternativa alla sospensione e a valutare la proposta della Regione Puglia in merito ad un tavolo tecnico per esaminare ulteriori percorsi di strumenti formativi utilizzabili” spiegano ancora le sigle sindacali.

Il risultato dell'accordo è "importante e per nulla scontato", dice il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova, che spiega: "In continuità con l'attenzione messa in campo dal governo Renzi, abbiamo mantenuto gli impegni assunti nei confronti dei lavoratori. Continueremo a monitorare la situazione con incontri bimestrali dedicati che io stessa presiederò, come ho proposto alle parti". "Non sfugge a nessuno – continua – la delicatezza del momento e la sua crucialità anche in relazione agli sviluppi futuri. D'altra parte è evidente come l'attività di impresa nel settore dell'acciaio sia ancora adesso fortemente influenzata dal protrarsi della crisi economico-finanziaria internazionale e dal progressivo deterioramento del mercato di riferimento in Europa. Nonostante ciò, e a maggior ragione proprio per questo, abbiamo condotto in questi mesi un lavoro silenzioso e rigoroso per mettere al riparo il reddito di tutti coloro che saranno coinvolti in processi di ristrutturazione e per dare un futuro all'Ilva".