in foto: Un ritratto di Riccardo Muti

È festa per i 150 anni delle relazioni tra Italia e Giappone e la cultura trionfa per celebrare quel 25 agosto 1866, giorno in cui le due nazioni firmavano il Trattato di amicizia e di commercio che auspicava “pace perpetua ed amicizia costante” tra i due. Dopo un secolo e mezzo, è la cultura italiana a primeggiare in Giappone: dapprima con la grande mostra dedicata a Caravaggio, e a seguire di Botticelli e Leonardo, adesso è il momento del maestro Riccardo Muti, che coglie l'occasione per festeggiare anche i suoi 150 concerti diretti in Giappone in quarant'anni di carriera.

Riccardo Muti ha inaugurato con Verdi e Boito la primavera giapponese, i due concerti al Bunka Kaikan di Ueno e al Metropolitan Theatre sono stati accolti dal pubblico con una forte ovazione. I giovani dell’orchestra Cherubini, da lui fondata, ma anche i musicisti giapponesi dell’orchestra e coro dell’Harusai Festival hanno dato vita all'idillio musicale. Una singolare edizione delle Vie dell’amicizia del festival di Ravenna, iniziate vent’anni fa con uno storico concerto nella Sarajevo devastata dalla guerra.

Mentre in estate nel mese di luglio saranno i giovani giapponesi a venire in Italia per la replica del concerto a Ravenna. Musiche di Giuseppe Verdi come i ballabili del Macbeth e la sinfonia dalla Forza del Destino e di Arrigo Boito il possente prologo dal Mefistofele: si tratta proprio del giovane “scapigliato”, Boito, che insultò il Maestro di Busseto divenendone poi suo stretto collaboratore e scrivendo per lui due bellissimi libretti, Otello e Falstaff.

La celebre "Primavera" di Botticelliin foto: La celebre "Primavera" di Botticelli

Resta visitabile ancora per pochi giorni, fino al 3 aprire, la mostra dedicata a Botticelli: l'esposizione offre uno sguardo sul grande artista rinascimentale in correlazione alla sua opera nella Firenze di Lorenzo il Magnifico e in particolare con la famiglia de’ Medici, illustrandone l'influenza dell'operato artistico, e in relazione anche alle centrali figure del suo maestro Fra Filippo Lippi e del suo allievo e apprendista di bottega Filippino Lippi.