L'inchiesta sulla presunta corruzione riguardante i fondi pubblici per il trasporto marittimo si allarga. Oltre alla sottosegretaria e senatrice di Alternativa Popolare Simona Vicari, indagata per corruzione in quanto, secondo l'accusa, avrebbe ricevuto un Rolex in regalo in cambio dell'approvazione di un emendamento per la riduzione dell'Iva sul trasporto marittimo voluto dall'armatore Ettore Morace, arrestato stamane, finisce nell'occhio del ciclone anche il governatore della Regione Sicilia Rosario Crocetta, indagato per concorso in corruzione. "Sono molto sereno e se ci dovesse essere un invito a comparire, che non ho ricevuto perché sono in viaggio, sarò lieto di riferire ai magistrati notizie utili alle indagini", ha dichiarato Crocetta. La sottosegretaria alle Infrastrutture ha già fatto sapere che intende dimettersi, pur dicendosi "assolutamente tranquilla e certa della liceità della mia azione".

L'inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi con l'ausilio dei carabinieri di Palermo e Trapani, ha fatto scattare gli arresti domiciliari per il deputato regionale Girolamo Fazio, ex primo cittadino di Trapani e attualmente nuovamente candidato sindaco, e per il funzionario della Regione Siciliana Giuseppe Montalto. "L'armatore Ettore Morace è entrato in contatto con un politico nazionale, attraverso un tramite, e ha così ottenuto l'approvazione di un emendamento che riduceva dal 10 al 4 per cento l'Iva sui trasporti marittimi urbani. Sia il politico, che il tramite hanno ricevuto in cambio due rolex", ha dichiarato il procuratore Lo Voi. Indagata anche l'ex deputata Marianna Caronia, attualmente candidata nelle liste Ferrandelli: secondo l'accusa, avrebbe ottenuto da Morace una lauta liquidazione da ex dipendente della Siremar. Montalto, in cambio dei favori fatti, avrebbe poi ottenuto da Morace l'assunzione di un amico giornalista nella sua società di navigazione. Indagata anche Salvatrice Severino, funzionaria del dipartimento Infrastrutture che si sarebbe spesa risolvere positivamente un contenzioso che Morace aveva con l'amministrazione regionale e lo avrebbe favorito nel predisporre il bando del 2014.

"Abbiamo scoperto un connubio sistemico finalizzato alla corruzione tra imprenditoria e politica. L'inchiesta parte da un atto coraggioso di un funzionario regionale, subentrato a quello che aveva curato l'emissione dei bandi che avevano favorito Morace, che si è aperto a una totale collaborazione con gli inquirenti", ha dichiarati il procuratore Dino Petralia. "Il giudice delle indagini preliminari rileva che Morace, al centro di questa indagine, ha fatto della corruzione una modalità quasi ordinaria dei rapporti fra sé e i pubblici amministratori. L'armatore è entrato in contatto anche con un esponente politico di rilievo nazionale che, attraverso un intermediario, si sarebbe speso per l'approvazione di un emendamento che doveva ridurre l'Iva sui trasporti marittimi dal 10 al 4 per cento". Il favore a Morace fu fatto, e nel Natale dell'anno scorso furono regalati due Rolex. Uno è stato consegnato stamattina nel corso delle perquisizioni.

"Non ci sono eroi c'è gente che fa il proprio dovere. C'è una procedura del servizio che ha permesso di accertare che le gare per i collegamenti marittimi erano sovradimensionate. Io e il responsabile del procedimento Dorotea Piazza abbiamo dato chiarimenti ai carabinieri che indagavano spiegazioni. Con il governo Crocetta abbiamo ridotto i costi. Dal 2014 al 2017 abbiamo ridotto di 30 milioni di euro i fondi sul marittimo. Si è passati da 91 milioni nel 2013 ai 67 del 2017. Tutti sapevano che la gara vinta da Morace era sovradimensionata. Tanto che abbiamo anche vinto un ricorso al Tar. Oggi è scoppiata la bomba. Una cosa del genere in questi termini non me l'aspettavo, ma venendo a prendere le carte gli investigatori si sono accorti che qualcosa non funzionava. Una volta in una riunione pubblica il deputato Girolamo Fazio mi ha detto che io e la dirigente Piazza l'avremmo pagata alla Corte dei Conti", ha dichiarato il dirigente regionale del settore Trasporti Fulvio Bellomo che ha collaborato all'inchiesta.