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Alessandro Di Battista attacca Napolitano: “Guida una dittatura governativa”

Il deputato del Movimento 5 Stelle dedica un lungo testo al Presidente della Repubblica: “Se fossi Napolitano mi dimetterei e renderei questo paese libero”.
A cura di D. F.
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Che tra il Movimento 5 Stelle e il presidente della Repubblica non ci fosse un buon rapporto era cosa assai nota a tutti gli osservatori. Ma a ribadirlo, semmai ve ne fosse il bisogno, è stato Alessandro Di Battista, giovane deputato nonché uno dei personaggi di riferimento dell'organizzazione di Grillo e Casaleggio. Il "grillino ha dedicato al presidente Napolitano un lungo testo, scritto sulla sua pagina facebook ieri pomeriggio. Il brano inizia: "Se fossi Napolitano ammetterei che la rielezione è stata da me richiesta a gran voce. Se fossi Napolitano ammetterei di essere a capo di una “Dittatura Governativa”. Se fossi Napolitano mi vergognerei di aver difeso Anna Maria Cancellieri “in Ligresti” e Angelino “al Kazako ho detto sì” Alfano".

Poi Il deputato prosegue:

Se fossi Napolitano starei con i tranvieri genovesi e li ringrazierei per aver ridato dignità al popolo italiano.
Se fossi Napolitano chiederei scusa per non aver fatto nulla quando ero Ministro degli Interni per arginare la tragedia della Terra dei Fuochi.
Se fossi Napolitano chiederei scusa per aver attaccato un Movimento votato da quasi 9 milioni di cittadini.
Se fossi Napolitano ammetterei che i cittadini nelle istituzioni mi stanno rovinando i piani.
Se fossi Napolitano, ogni tanto, penserei che Berlinguer si sta rivoltando nelle tomba.
Se fossi Napolitano chiederei scusa per aver sostenuto l’URSS quando sedava nel sangue le sacrosante sommosse a Budapest.
Se fossi Napolitano chiederei scusa per aver ricevuto un condannato (all’epoca in appello) come B. al Quirinale.
Se fossi Napolitano chiederei scusa per aver firmato tutte le peggiori porcate dell’ultimo governo B. senza mai rimandare nulla alle Camere.
Se fossi Napolitano ammetterei che quella della “fiducia al PD” fu una balla per dare la colpa al M5S della nascita delle larghe intese.
Se fossi Napolitano ammetterei di essere il peggior Presidente della storia della Repubblica italiana.
Se fossi Napolitano ammetterei di aver scelto Monti perche votare in quel momento avrebbe significato la morte politica di B.
Se fossi Napolitano ammetterei di chiamare regolarmente Renzi (lo sanno tutti Presidente!) e “obbligarlo” a fare quello che dico io.
Se fossi Napolitano ammetterei che il BOOM si è fatto sentire e che ipocritamente ho negato la sua esistenza.
Se fossi Napolitano direi la verità sui conti pubblici e sulla crisi.
Se fossi Napolitano mi vergognerei come un ladro per aver avallato un governo indecente e colluso con i poteri forti.
Se fossi Napolitano mi vergognerei ad essere difeso in questo modo da Grasso, Sereni e Boldrini (i quali, più realisti del re, hanno provato a stoppare ogni discorso dei 5 stelle che riguardasse il Capo dello Stato).
Se fossi Napolitano mi vergognerei, in quanto Capo delle Forze Armate, del progetto F35 e dell’assurda guerra persa in Afghanistan.
Se fossi Napolitano mi preoccuperei che un mafioso come Riina si sia incazzato perché il PM Di Matteo abbia osato convocare il Capo dello Stato come testimone nel processo Trattativa Stato-Mafia.
Se fossi Napolitano direi chiaro e tondo quel che contenevano le telefonate con Mancino.
Se fossi Napolitano farei un monito contro i privilegi della casta, contro gli evasori delle slot machine, contro quei trattati come il MES e il Fiscal Compact che hanno svenduto la sovranità nazionale.
Se fossi Napolitano sosterrei i magistrati-coraggio.
Se fossi Napolitano penserei a Pertini e mi vergognerei.
Se fossi Napolitano mi dimetterei e renderei questo paese più libero.

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