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Poesie e Filastrocche di Carnevale per bambini: i testi più belli e semplici

In occasione del Carnevale 2026 abbiamo selezionato una raccolta di testi creativi e rime divertenti per festeggiare a scuola e in famiglia con un piccolo viaggio nel magico mondo delle parole.
A cura di Fanpage Admin
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Carnevale 2026 non è solamente l'occasione per vestire i bambini con costumi originali o sbizzarrirsi con maschere da colorare e decorare. In questo periodo dell’anno, poesie e filastrocche di Carnevale tornano protagoniste nelle scuole dell’infanzia e primarie, ma anche durante feste in maschera, laboratori creativi e momenti di lettura condivisa in famiglia. Tra gli autori più citati spiccano nomi come Gianni Rodari, probabilmente il più celebre scritto italiano di testi per l'infanzia o il maestro Mario Lodi, papà di Cipì, il passerotto diventato il simbolo di una nuova pedagogia a misura di bambino. Tutti autori che hanno saputo raccontare l’allegria del Carnevale con un linguaggio semplice, musicale e immediato.

Le filastrocche e le poesie di Carnevale aiutano i bambini a memorizzare testi brevi, a giocare con le parole e a vivere questa festa come un’occasione di espressione, creatività e socialità. Spesso vengono recitate in classe, durante le sfilate scolastiche o come accompagnamento a lavoretti e spettacoli.

Le filastrocche di Carnevale più belle per i bambini

Le filastrocche di Carnevale si distinguono per il ritmo vivace e per immagini colorate che richiamano coriandoli, maschere e scherzi. Sono testi ideali per i più piccoli, facili da ricordare e perfetti per essere recitati in gruppo durante feste e attività didattiche.

Filastrocca di Carnevale, di Giuseppe Bordi

Filastrocca di Carnevale
fai uno scherzo niente male
getta acqua di ogni colore
e lava via tutto il grigiore.

Togli lo sdegno da ogni viso
curva le labbra in un sorriso
riempi le bocche di belle risate
e le strade di carri e parate.

Regala al cielo le stelle filanti
ai disillusi due occhi sognanti
spargi coriandoli per la via
riporta nei cuori la fantasia.

Porta un costume a tutti noi
facci giocare a essere eroi
e sotto questi mascheramenti
saremo tutti felici e contenti

Carnevale, di Domenico Cipriano

È una maschera buffa e bella
un’altra come Pulcinella.
Sia i bimbi che i grandi
sono in strada tutti quanti.

Fino a sera per la via
sembra tutta una pazzia
e gruppetti ben divisi
fanno scherzi senza avvisi.

Coriandoli e ciambelle
per tutte le maschere
sian brutte, sian belle.

Filastrocca mascherina

Filastrocca mascherina
col cow boy, la ballerina,
Zorro, il mago, Pulcinella,
con la Bestia e la sua Bella,
Arlecchino e Colombina,
con la strega e la damina
che festeggian le giornate
le più allegre e spensierate
quando viene Carnevale
e nei bimbi gioia sale
di far festa tutti quanti
con gli scherzi, i balli e i canti
ed andare allegramente
mascherati tra la gente.

Carnevale 2026: le poesie più famose per i bimbi

Le poesie di Carnevale firmate da grandi autori della letteratura per l’infanzia raccontano questa festa con ironia e fantasia. Sono spesso utilizzate nelle letture animate, nei recital scolastici e come strumento educativo per avvicinare i bambini alla poesia.

Carnevale, di Gianni Rodari

Viva i coriandoli di Carnevale,
bombe di carta che non fan male!
Van per le strade in gaia compagnia
i guerrieri dell’allegria:
si sparano in faccia risate
scacciapensieri,
si fanno prigionieri
con le stelle filanti colorate.
Non servono infermieri
perché i feriti guariscono
con una caramella.
Guida l’assalto, a passo di tarantella,
il generale in capo Pulcinella.
Cessata la battaglia, tutti a nanna.
Sul guanciale
spicca come una medaglia
un coriandolo di Carnevale

I rumori del Carnevale, di Mario Lodi

Zumpete pa, zumpete pa
il Carnevale eccolo qua.
Trombette e cembali
tamburi e piatti
fanno un baccano che non si sa.
Chi suona bene,
chi suona male,
chi canta forte, chi scende e chi sale,
chi lancia lazzi lassù lassù…
È il finimondo? È il temporale?
Sono i rumori del Carnevale.

Il vestito di Arlecchino, di Gianni Rodari

Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un'altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.

Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
“Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l'altro bolletta!”

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