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Madre influencer spiega perché non vola in prima classe con i figli: “Non voglio che si montino la testa”

Una content creator americana ha raccontato sui social di scegliere la classe economica quando viaggia con i figli, per evitare che crescano dando per scontati privilegi e comodità. La sua confessione ha acceso un acceso dibattito online tra chi ha apprezzato l’intento educativo e chi, invece, ha sostenuto che il vero insegnamento non dipenda dal posto occupato su un aereo.
Immagine di repertorio
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Lia Higgins è un ex avvocata newyorkese che ha cambiato vita diventando content creator. Il suo profilo Instagram è pieno di foto scattate in luoghi esclusivi con outfit che non sono certo stati acquistati nei reparti delle occasioni di un grande magazzino. Eppure, quando sale su un aereo con i suoi due bambini, ha deciso da tempo di non optare mai per voli privati o viaggi business class. Non perché voglia risparmiare, ma per impedire ai propri figli di montarsi troppo la tesa.

Il racconto dal vago sentore di rich privilege è stato condiviso a stessa Higging in un video postato su Instagram a metà maggio. Stando all'influencer, molte persone le avrebbero chiesto ripetutamente per quale motivo continuasse a volare in classe economica anche se poteva palesemente permettersi di meglio. La risposta della donna non è dunque tardata ad arrivare:  non voglio che i suoi figli si credano migliori di chi lavora duramente ma non può permettersi un posto esclusivo.

La lezione tra i sedili dell'economy

La madre non ha certo nascosto che i suoi bambini conducano una vita privilegiata. Vivono in un bell'appartamento, frequentano ottime scuole e partecipano a numerose attività che non tutte le famiglie possono permettersi. Anche i viaggi non mancano. Proprio per questo, secondo Higgins, è importante creare occasioni che aiutino i figli a mantenere il senso della realtà e i piedi ben piantati a terra.

Il momento più delicato, a suo avviso, arriva quando i bambini osservano gli altri passeggeri salire sull'aereo. Vedere altre persone dirigersi verso posti meno confortevoli mentre loro si accomodano nelle file più esclusive rischia di trasmettere un messaggio sbagliato. "Fa pensare ai loro giovani cervelli di essere migliori di queste persone" ha spiegato. Da qui la decisione di volare il più possibile in economica per ricordare ai piccoli che il valore delle persone non dipende certo dal posto assegnato sul biglietto.

Un dibattito che divide

Come spesso accade quando si parla di educazione e differenze sociali, le parole di Higgins hanno diviso i commenti sotto al post. Diversi genitori hanno condiviso esperienze opposte, sostenendo che il problema non sia la business class in sè, bensì il modo in cui si educano i figli.

C'è chi ha raccontato di aver fatto viaggiare i propri bambini in posti premium senza che questo li trasformasse in piccoli aristocratici dei cieli con la puzza sotto al naso. Una madre single ha ricordato un lungo viaggio affrontato con due figli molto piccoli: la business class, in quel caso, era stata una necessità per riuscire a gestire il tragitto e garantire ai bambini il riposo necessario.

Alcuni hanno invece scherzato sui toni adottati dalla content creator e dall'urgenza con cui alcuni adulti sono accorsi a giustificare il proprio stile di vita. "I ricchi tengono sempre a ricordare che non sono ricchi", recitava un commenti che però è stato subito rimosso dallo stesso autore. Altri ancora hanno sottolineato che le differenze economiche fanno già parte della vita quotidiana. Bambini e ragazzi osservano continuamente persone con condizioni diverse dalle proprie e, soprattutto se si ha la fortuna di nascere in una famiglia facoltosa, certi vizi sono naturali. Più che cercare di nascondere queste disparità, la scelta migliorare dovrebbe probabilmente essere quella insegnare fin dai primi anni di vita il rispetto verso tutti in qualsiasi momento della giornata e non solo durante un volo in aereo.

Uscire dalla comfort zone per crescere

Higgins non ha respinto le critiche e gli spunti di riflessione. In un secondo video ha chiarito che il viaggio in economy non rappresenta una soluzione magica, ma soltanto uno dei tanti strumenti educativi utilizzati in famiglia. la sua priorità, ha spiegato, è abituare i figli a confrontarsi con piccoli disagi e situazioni meno comode. Un esercizio che, nelle sue intenzioni, aiuta a sviluppare resilienza, sicurezza e capacità di adattamento.

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