A margine dell'assemblea generale Onu a cui ha preso parte per la prima volta dalla sua elezione, il presidente degli Usa Donald Trump ha annunciato di aver preso una decisione, senza però approfondire né dichiararla apertamente. "Ho deciso" e null'altro ha detto Trump ai cronisti presenti al termine del bilaterale con il presidente dell'autorità palestinese Abu Mazen, stesso approccio utilizzato qualche mese fa per annunciare la rottura dei patti relativi all'accordo di Parigi sul clima. Stando a varie fonti interne all'amministrazione Usa interrogate da Nbc, pare che la decisione di Trump sia relativa alla certificazione dell'accordo sul nucleare con l'Iran in scadenza il prossimo 15 ottobre. In sostanza, stando a indiscrezioni, Trump sarebbe propenso a non concedere la certificazione, lasciando dunque la palla al Congresso. Qualora l'ipotesi si verificasse, il Congresso avrebbe 60 giorni di tempo per decidere se imporre nuovamente all'Iran le sanzioni cancellate in base all'accordo oppure proseguire sulla strada della risoluzione internazionale. Trump vorrebbe spingere gli alleati europei a concordare la rinegoziazione di alcune misure per fare pressione sull'Iran.

"Il presidente Trump ha giudicato inaccettabili alcune parti dell'accordo e per questo riteniamo necessario comunque procedere ad ulteriori verifiche. Monitoreremo con estrema attenzione tutti gli sviluppi tecnologici e militari del programma nucleare di Teheran per essere certi che non rappresentino un pericolo sia per gli interessi e la sicurezza americana, sia per la stabilità dell'area", ha spiegato il capo della diplomazia Usa Rex Tillerson.

"L'accordo c'è, lo rispetteremo, ma non aspetteremo che gli Stati Uniti pongano nuove condizioni, prima ancora di aver concluso quanto fissato dall'intesa. Porteremo avanti il nostro programma nucleare senza farci condizionare dagli Usa e dai suoi cambiamenti nella politica estera", ha replicato il presidente iraniano Hassan Rouhani rigettando l'ipotesi avanzata da Trump.

Dello stesso avviso è l'alto rappresentante Ue Federica Mogherini, la quale sostiene che "la comunità internazionale non può permettersi di smantellare l'intesa sul nucleare iraniano, che funziona e dà risultati. L'accordo sul nucleare iraniano non appartiene a un Paese o a sei paesi, appartiene alla comunità internazionale. Non c'è un Paese che può smantellarlo, perché è una risoluzione del Consiglio di sicurezza". Mogherini ha inoltre sottolineato che finora tutte le parti dell'accordo nucleare con l'Iran sono state rispettate: "Qualsiasi questione al di fuori dell'ambito del contratto nucleare dovrebbe essere affrontata in un forum diverso. Concordiamo sul fatto che tutte le parti stanno attuando pienamente l'accordo sul nucleare iraniano come certificato dall'Aiea. In questi momenti avere un accordo sul nucleare che funziona è uno strumento strategico importante, non è una cosa irrilevante", ha concluso Mogherini.

D'accordo con le posizioni di Trump sembra essere il presidente francese Emmanuel Macron, che ha dichiarato: "È necessario introdurre nuove misure per garantire la sicurezza nucleare anche nell'ambito del programma atomico iraniano, soprattutto in relazione all'instabilità della regione".