L'"uomo del piatto d'oro", il miliardario filantropo Michael Steinhardt, al centro alla fine degli anni Novanta di una lunga disputa con l'Italia su una "phiale" d'oro massiccio che sarebbe stata scavata illegalmente nei pressi di Palermo, è accusato di molestie sessuali: a denunciarlo sono state sette donne secondo le quali l'uomo avrebbe tentato di ottenere favori sessuali utilizzando le sue relazioni professionali e finanziarie con loro.

Sei delle sette donne hanno accusato Michael Steinhardt, uno dei grandi donatori alle cause del mondo ebraico, in interviste rilasciate al New York Times, di aver fatto avance indesiderate, commenti sul loro corpo e sulla loro fertilità. Un'altra ha avviato una azione legale. "Deborah Mohile Goldberg lavorava per la no-profit fondata da Steinhardt Birthright Israel, quando il finanziere chiese a lei e a un'altra collega se volevano unirsi a lui in un sesso a tre", spiega il Times.

Tramite un portavoce, Steinhardt ha categoricamente negato molte delle specifiche azioni e parole attribuitegli pur confermando che in alcune circostanze si è lasciato andare a commenti volgari. Oltre ad aver guadagnato miliardi nel mondo degli hedge fund, Steinherdt è un noto collezionista d'arte e ha una galleria del Metropolitan Museum intitolata a suo nome. Lo scorso anno la procura di New York ha sequestrato nel suo appartamento di Fifth Avenue vasi classici e altri oggetti archeologici che secondo gli inquirenti erano stati scavati illegalmente in Italia e in Grecia. Alla fine degli anni Novanta il suo braccio di ferro con l'Italia per la "phiale" era finito di fronte alla Corte Suprema. Un chilo d'oro 24 carati, il piatto decorato con ghiande a sbalzo era stato acquistato dal finanziere dal gallerista di Manhattan Robert Haber per 1,2 milioni di dollari. Il piatto è stato restituito alla Sicilia nel 2000