La casa di Peppina è salva. L'anziana marchigiana, sfrattata tre giorni fa dalla casetta che aveva fatto costruire dalle figlie su un terreno privato ed edificabile, potrà rimanere nell'abitazione. A dichiararlo è stato l'assessore regionale Angelo Sciapichetti: "Eravamo sicuri di poter trovare una soluzione; i familiari hanno avuto tutte le rassicurazioni e la signora Peppina potrà restare nella struttura provvisoria che ha realizzato. Il consulente giuridico del presidente questa mattina ha incontrato la signora Peppina e i suoi familiari insieme con il sindaco di Fiastra. La soluzione resta quella della sanatoria. La signora Peppina infatti ne ha diritto perché la volumetria realizzata della casetta in legno, costruita su area edificabile di proprietà della stessa signora, è sostitutiva di quella della casa storica danneggiata dal terremoto. Abitazione quest'ultima che non sarà più edificata. Intanto, sempre il consulente della regione, ha consigliato alla famiglia di chiedere richiedere al Tar la sospensiva immediata dell'ordinanza di abbattimento del comune".

La storia della terremotata Giuseppina Fattori.

La signora Giuseppina Fattori, terremotata di 95 anni, aveva costruito una casetta di legno su un terreno privato edificabile senza attendere il via libera del comune alla realizzazione dell'opera. L'edificio era stato dichiarato abusivo malgrado l'edificazione fosse stata corredata da studi geologici, progetti di ingegneri e tutto quello che, da un punto di vista strettamente tecnico, era necessario fare. Mancava solo il "via libera finale, che tuttavia era stato assicurato sarebbe arrivato presto.

I comitati: "Sui regolamentino le costruzioni sui terreni privati"

Invece nei giorni scorsi il colpo di scena: alla donna era stata consegnata un'ordinanza di sfratto, eseguita materialmente con tanto di carabinieri sabato mattina. I militari sono arrivati a sorpresa e hanno posto i sigilli all'abitazione. Non potevano immaginare che la vicenda avrebbe acquisito una grande  eco mediatica, tale che la signora Peppina è diventata ben presto un "simbolo" della condizione dei terremotati. La soluzione della sanatoria risponde evidentemente alla situazione di Giuseppina Fattori, ma non alle centinaia di altre del tutto assimilabili in tutto il cratere. Per questo da mesi i comitati dei terremotati chiedono che il governo regolamenti la possibilità che tutti possano realizzare una casetta su un terreno privato, fermo restando il vincolo di provvisorietà dell'opera, che dovrà essere demolita a fine ricostruzione.