I Carabinieri di Castellaneta, in provincia di Taranti, hanno tratto in arresto un uomo di 38 anni e uno di 38 nell'ambito di un'operazione contro il caporalato. I due, entrambi di origine marocchina e con precedenti di polizia, residenti ad Eboli (Sa) ma di fatto domiciliati a Metaponto (Mt), erano ritenuti responsabili di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

I due sono stati individuati a bordo di una Volkswagen Passat nella quale, seduti sui sedili posteriori, erano presenti altre tre persone di origine nord africana; nel corso del controllo i carabinieri hanno trovato nascosto nel bagagliaio dell’auto, sotto un mucchio di vestiti e coperte, un altro cittadino extracomunitario. I quattro braccianti agricoli, sprovvisti di un regolare contratto di lavoro, erano stati reclutati dai due nordafricani per andare a lavorare nei campi con la promessa di un compenso pari a tre euro l’ora. I due caporali sono stati arrestati e trasportati nel carcere di Taranto, mentre il mezzo su cui viaggiavano i braccianti è stato sequestrato.

E' di ieri un'altra preoccupante notizia sul caporalato: come ha raccontato The Post Internazionale un lavoratore che aveva richiesto di essere pagato per la giornata lavorativa appena trascorsa nei campi pugliesi ed è stato accoltellato: l'uomo aveva richiesto i 50 euro che gli spettavano, ma è stato ferito dal caporale che, prima di essere arrestato in un piccolo centro della provincia di Matera, ha tentato di far perdere le sue tracce. Nella sua abitazione i carabinieri hanno trovato un coltello con una lama lunga 35 centimetri, l'arma utilizzata per ferire il bracciante che aveva "osato" chiedere di essere retribuito. Il lavoratore ferito se la caverà con una prognosi di una ventina di giorni.