"Stavo ascoltando il sermone nella moschea quando ho sentito dei colpi di arma da fuoco. Tutti hanno iniziato a correre e a urlare, così ho iniziato a correre anche io verso l'angolo della stanza ma sono stato colpito", è il drammatico racconto di Mustafa Boztas, una delle persone rimaste coinvolte direttamente nel terribile attacco alla moschea di Masjid Al Noor di Christchurch, in Nuova Zelanda. L'uomo, che è rimasto ferito, era tra le centinaia di fedeli accorsi nel luogo di culto per la preghiera del venerdì e contro i quali il gruppo di suprematisti bianchi  guidati dal 28enne australiano Benton Tarrante ha aperto il fuoco. Proprio grazie a quel colpo che lo ha raggiunto alla gamba è riuscito a salvarsi perché si è finto morto ingannando il killer.

"Ero a terra e ho finto che fossi morto… nella mia mente ero tranquillo perché se fossi morto sarei stato un martire" ha dichiarato l'uomo ai media neozelandesi. Una volta capito che gli spari erano finiti, ha alzato la testa e ha visto un altro uomo scappare dalla finestra e fuggire così ha deciso di fare la stessa cosa nonostante fosse ferito a una gamba. Una volta fuori ha cercato anche di soccorrere altre persone che invece era state colpite all'esterno ma non ha potuto fare niente per loro. "Ho visto un ragazzo a terra, ho tentato di rianimarlo perché ho un certificato di primo soccorso, ho provato a salvarlo ma è morto. Mentre gli chiudevo gli occhi ho sentito altri più spari e son scappato via di nuovo" ha ricostruito l'uomo. Il ferito infine è stato soccorso e trasportato in ospedale dove è stato ricoverato per una ferita da arma da fuoco alla gamba destra e possibili danni al fegato.