Riapre Crespi d’Adda: cosa visitare e quanto costa il tour nel sito Patrimonio UNESCO

L'Italia vanta 61 siti iscritti nella lista dei Patrimoni dell'Umanità UNESCO: è il Paese con il maggior numero di patrimoni in assoluto, oltre che quello col maggior numero di patrimoni di tipo culturale. Tra questi c'è il villaggio operaio di Crespi d'Adda, a Capriate San Gervasio in provincia di Bergamo, entrato in elenco nel 1995 (insieme a Napoli, Siena e Ferrara). All'epoca il professor Louis Bergeron incaricato della valutazione ne rimase a tal punto affascinato da dare parere favorevole, definendo Crespi d’Adda "di un valore assoluto nell’ambito dei siti di archeologia industriale". È nello specifico un esempio delle cosiddette "città aziendali" del XIX e dell'inizio del XX secolo, quelle che venivano costruite in Europa e Nord America da imprenditori illuminati e concepiti come villaggi che dovevano racchiudere fabbriche, abitazioni degli operai, servizi per la vita quotidiana dei lavoratori. Insomma, una città costruita sui ritmi del lavoro, in nome del progresso. Ne esistono altri esempi ancora visibili, ma questo italiano è quello nelle migliori condizioni di conservazione. Ancora oggi, per esempio, è ben visibile e riconoscibile il caratteristico impianto geometricamente regolare, con la strada principale che collega il villaggio alla vicina Capriate San Gervasio. Essere un patrimonio UNESCO serve proprio a garantire la sopravvivenza di questo posto unico, affinché continui a essere una preziosa testimonianza storico-culturale per il nostro Paese. Anche per questo, per farlo conoscere, vengono organizzare delle visite guidate.
Inaugurate le visite guidate a Crespi d'Adda
La stagione delle visite guidate organizzate dall’Associazione Crespi d'Adda sta appunto per iniziale. Si svolgeranno nei weekend e nelle festività, con tour speciali nei giorni di Pasquetta (6 aprile), 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno. La prenotazione sul sito ufficiale è consigliata. Il tour classico da un'ora e 30 minuti costa 8 euro, quello speciale costa 19 euro (è già prenotabile quello di Pasquetta). È un modo prezioso per calarsi pienamente in questa atmosfera così densa di storia, che riporta direttamente indietro a fine Ottocento-inizio Novecento per raccontare degli operai, della rivoluzione industriale, del cotonificio locale fondato da Cristoforo Crespi.

Era una grande fabbrica estesa su ottantamila metri quadrati, ormai completamente in disuso dal 2004, ma in fase di recupero in seguito all’acquisto del gruppo Percassi. Quello organizzato e messo a disposizione dei turisti e dei visitatori è un vero e proprio percorso immersivo che collega passato e presente. Tra le novità di questa nuova edizione di visite guidate, infatti, c'è proprio la possibilità di fare un'esperienza in realtà aumentata, per rivivere una tipica giornata di lavoro tra i telai della grande fabbrica. Ma non è il solo percorso ideato: ce ne sono diversi, adatti ad adulti e bambini. Comprendono passeggiate tra le caratteristiche case degli operai dell'epoca, le ville dei dirigenti, gli edifici del borgo adibiti a dopolavoro, la chiesa, i bagni pubblici, la casa padronale e il suggestivo cimitero a pianta quadrata col mausoleo della famiglia Crespi.

Il borgo custodisce anche il Museo Multimediale di Crespi d'Adda, ospitato nell'Unesco Visitor Centre: contiene oggetti d'epoca, libri, disegni, documenti tecnici, fotografie e video utili a meglio comprendere lo stile di vita di quel tempo e l'organizzazione del villaggio, spiegato bene dalle testimonianze di personaggi storici interpretati da attori, per rendere tutto più vivo e credibile. Un altro gioiello locale è la centrale idroelettrica in stile Liberty lombardo.