Le spille delle Olimpiadi coi piatti italiani: pizza e spaghetti per rappresentarci agli occhi del mondo

Come ogni grande evento, anche ai Giochi Olimpici di Milano Cortina si sta verificando la consueta caccia ai gadget. È un fenomeno a cui si assiste sempre in questi casi, anche al di fuori del mondo sportivo. Basti pensare alla Design Week, quando si è disposti a fare file infinite pur di accaparrarsi quella tote bag o quel determinato gift, magari diventato virale sui social. Alcuni sono a tal punto gettonati da diventare ambitissima merce da rimettere subito in vendita, con la speranza di guadagnarci qualcosa. Alle Olimpiadi sono le spillette il gadget per eccellenza: e da giorni è pins mania.
La spillette mania è esplosa alle Olimpiadi
Atleti, appassionati di sport, fan di questa o quella disciplina, collezionisti di vecchia data, tifosi sfegatati della propria nazionale: tutti fanno a gara per possedere le spillette ufficiali. Il bello è soprattutto scambiarsele sul posto, una tradizione si ripete da diversi anni: non è certo una novità di questa edizione. C'è anche un punto di riferimento"fisico" apposito. È infatti stato allestito in via Carlo De Cristoforis 1 l'Official Olympic Pin Trading Center, dedicato proprio allo scambio e alla vendita delle spille ufficiali. Stesso sistema, ma virtuale, presso la Intelligent Pin Trading Station, una postazione interattiva in cui lo scambio si basa sulla scelta fatta dall'Intelligenza Artificiale, che decide che spilletta restituire in cambio di quella che viene consegnata.

C'è poi un calendario con date di distribuzione gratuita in luoghi iconici di Milano, fino ad esaurimento. C'è chi vanta una collezione da record, costruita edizione dopo edizione. Un nome iconico tra i collezionisti sfegatati, che è impossibile non conoscere, è sicuramente quello di Edward Feldhake III, statunitense dell'Arizona. Colleziona spillette da almeno 40 anni: ne possiede più di 8000. Scambiare spillette (il pin trading) è un modo per fare amicizia, per creare connessioni tra persone che condividono una passione comune. Si entra in contatto magari con chi viene da altri Paesi, con chi ha storie da raccontare. Ma c'è anche chi punta alla rivendita.

È un mercato fiorente in cuoi ogni oggetto viene valutato su specifici criteri come la tiratura, la provenienza, lo stato di conservazione, se si tratta di spillette ufficiali. Accanto a queste ci sono anche quelle realizzate dai Worldwide Olympic and Paralympic Partner. Mengniu, per esempio, ha progettato cinque spille olimpiche ispirate alla cultura tradizionale cinese, con riferimenti al Capodanno e alla Festa di Primavera. Ben diverso è ciò che si trova sullo shop ufficiale dei Giochi.

La collezione prodotta per Milano Cortina 2026 si compone di una ventina di pin olimpiche. Sono spillette in metallo con immagini simboliche. Alcune sono dedicate alle mascotte dei Giochi, gli ermellini Tina e Milo. C'è l'esclusiva spilla Charles Fazzino in edizione limitata che costa 97 euro: è il pezzo forte, quello più costoso. Ci sono poi quattro spillette che rendono omaggio a quattro specificità italiane e sono quattro specialità culinarie. Costano 15 euro ciascuna. Si è scelto di puntare sulla gastronomia e in effetti la cucina è senza dubbio uno degli elementi forti, che maggiormente ci caratterizza e ci riempie di orgoglio.

Nel mondo siamo famosi anche per questo e ci è stato ufficialmente riconosciuto anche dall'UNESCO. La cucina italiana, infatti, è stata nominata Patrimonio Culturale ImmaterialeUNESCO. Suona un po' come un cliché forse, ma ci sono la Spilla Spaghetti, la Spilla Tiramisù, la Spilla Mozzarella, la Spilla Pizza: quello che viene in mente al turista medio quando pensa al Bel Paese. Manca solo il mandolino.