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La spiaggia più pericolosa del mondo non esiste più: l’origine della sabbia nera di Reynisfjara in Islanda

La spiaggia nera di Reynisfjara è finita al centro dell’attenzione per essere stata distrutta dal maltempo: in realtà, tra origine, conformazione e folklore, rimane un vero spettacolo naturale.
A cura di Elisa Capitani
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Spiaggia nera di Reynisfjara, Islanda
Spiaggia nera di Reynisfjara, Islanda

Un'altra meraviglia naturale scompare inesorabilmente davanti ai nostri occhi. La spiaggia nera di Reynisfjara è una delle più belle del paese, oltre che una delle più particolari, e ha da sempre attirato tantissimi turisti ogni anno. Le piogge, le onde e i maremoti incessanti delle ultime settimane hanno causato un'intensa erosione e la spiaggia rischia di essere quasi del tutto cancellata, lasciando al suo posto una costa decisamente più ridotta rispetto a ciò che era un tempo. Sarebbe la fine di uno dei luoghi naturali più iconici dell'Islanda, ricco di leggende e miti del folklore.

L'origine della spiaggia nera

Situata sulla costa meridionale dell'Islanda, vicino al piccolo villaggio di Vík í Mýrdal (il più meridionale del paese) e a circa 180 chilometri da Reykjavík, la spiaggia nera di Reynisfjara è un vero e proprio spettacolo naturale. È considerata una delle più belle al mondo grazie al suo spettacolare contrasto cromatico tra la sabbia nera vulcanica, le imponenti colonne di basalto e le onde altissime dell'Atlantico. Il colore unico, nero carbone, è da ricondurre alla sua origine: la spiaggia è infatti formata da detriti vulcanici e cenere, originatisi dopo le eruzioni del vicino vulcano Katla.

La spiaggia di Reynisfjara, Islanda
La spiaggia di Reynisfjara, Islanda

La spiaggia di Reynisfjara è situata in modo davvero strategico all'interno della costa meridionale ed è circondata da bellezze uniche. In primo luogo, risalta sicuramente la scogliera impressionante composta da colonne basaltiche a base esagonale, che ricordano un gigantesco organo o pianoforte naturale. Ma anche i Faraglioni di Reynisdrangar che emergono dal mare proprio di fronte la spiaggia e la grotta di Hálsanefshellir, situata ai piedi del monte Reynisfjall, sono due delle attrazioni più conosciute del luogo, e hanno anche dato vita a un folklore divenuto quasi identitario. È proprio in queste zone che durante l'estate si possono ammirare anche le immense colonie di pulcinella di mare che nidificano nella zona, un vero spettacolo per gli amanti degli animali e per i birdwatcher.

I faraglioni di Reynisdrangar, Islanda
I faraglioni di Reynisdrangar, Islanda

Miti e leggende islandesi su Reynisfjara

Dalla spiaggia spiccano subito i massi di roccia, imperiosi al largo della costa: le due rocce naturali sono chiamate Reynisdrangar. Secondo leggende e miti islandesi, i grandi pilastri di roccia erano prima dei troll che trascinavano le navi dall'oceano verso la riva, ma solo di notte.

La spiaggia nera di Reynisfjara, Islanda
La spiaggia nera di Reynisfjara, Islanda

Una volta tardarono nel loro compito e quando l'alba sorse, furono trasformati in troll di pietra. Un'altra leggenda racconta invece che una donna era stata rapita e uccisa dai troll; il marito della donna inseguì quindi i troll e li congelò, per far in modo che non uccidessero ancora.

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