Il luogo con 45 vulcani attivi protagonista del terzo episodio di Pechino Express: itinerario dell’isola di Giava

Tra paesaggi lunari e una natura potente e imprevedibile, la nuova tappa di Pechino Express porta il pubblico nel cuore dell’Indonesia. Nella puntata in onda oggi, giovedì 26 marzo su Sky, il viaggio guidato da Costantino della Gherardesca prosegue lungo un percorso spettacolare fatto di sfide, fatica e meraviglia. I concorrenti affrontano 329 chilometri attraversando l’isola di Giava, partendo da Malang fino a raggiungere Kota Madiun, passando per uno dei luoghi più iconici del Paese, il Monte Bromo. Qui, tra sabbie nere e fumi che si alzano dal cratere, si entra in un paesaggio quasi surreale, segnato da oltre 45 vulcani attivi che rendono Giava una delle aree geologicamente più affascinanti al mondo. Un viaggio estremo, certo, ma che suggerisce anche un’idea diversa di esplorazione, più lenta e consapevole, alla portata di chi desidera scoprire questi luoghi senza la pressione della gara, mantenendo però lo spirito autentico e sostenibile del programma.

Un itinerario tra vulcani, templi e città
Costruire un itinerario sull’isola di Giava significa immergersi in un viaggio stratificato che alterna natura estrema, spiritualità millenaria e città in continuo movimento. Si può partire da Giacarta, affascinante per il suo caotico contrasto tra moderni grattacieli e quartieri storici coloniali come Kota Tua, unito a una vibrante cultura di strada. Giacarta è sicuramente poi la base ideale per visitare due dei siti più iconici del Sud est asiatico, il Borobudur e il Prambanan.

Il primo è il più grande tempio buddista al mondo e, con le sue terrazze concentriche e le centinaia di statue del Buddha, regala un’esperienza immersiva soprattutto alle prime luci dell’alba; il secondo, invece, colpisce per l’imponenza delle sue torri e per i rilievi che raccontano antichi poemi epici induisti. Si tratta di due dei siti archeologici più importanti al mondo e sono stati dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1991.

Da qui ci si può spostare poi verso est, attraversando paesaggi rurali e piantagioni, fino a raggiungere il Monte Bromo, all’interno del Parco Nazionale di Bromo Tengger Semeru. È uno dei luoghi più spettacolari dell’intera Indonesia, dove il contrasto tra il deserto vulcanico e le montagne circostanti crea uno scenario davvero irreale. Attorno al vulcano del Monte Bromo ci sono numerose leggende locali.La più famosa riguarda Roro Anteng, una principessa, e Joko Seger, un bramino (un sacerdote). La coppia, non riuscendo ad avere figli chiese aiuto agli dei, che gli concessero 25 figli a patto che loro sacrificassero l'ultimo genito. Dopo aver rimandato e cercato di evitare la promessa, fu proprio il giovane figlio, Kesuma, che si sacrificò per salvare la sua gente. Da allora ogni anno gli abitanti del luogo salgono sul vulcano e lanciano offerte nel cratere, onorando il sacrificio di Kesuma e chiedendo prosperità e ricchezza per l'anno che verrà. Ancora più a est si trova il Kawah Ijen, celebre per il fenomeno delle fiamme blu visibili di notte e per il lavoro dei minatori di zolfo, che aggiunge un tocco umano e intenso all’esperienza di visita.

L’itinerario può poi includere una tappa a Surabaya, seconda città più grande del Paese, spesso sottovalutata ma interessante per comprendere il volto più autentico e urbano di Giava. Nota come città degli eroi per il suo ruolo cruciale e coraggioso nella lotta per l'indipendenza indonesiana, Surabaya è infatti un vibrante mix di storia coloniale olandese, aree multiculturali come Chinatown e l'Arab Quarter, e una modernità sempre in crescita con grandi centri commerciali. Infine, si può concludere l’itinerario verso la costa meridionale fino a Pangandaran, considerata la regina delle spiagge di Giava, perfetta per chi cerca onde, natura e tramonti incredibili sull’oceano indiano.
