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Dove si trova Curon Venosta, il borgo sommerso da un lago dal quale riaffiora solo l’antico campanile

In Trentino-Alto Adige si trova un campanile che emerge dall’acqua per raccontare la triste storia del borgo Curon Venosta, sommerso da una diga artificiale negli anni ’50.
A cura di Elisa Capitani
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Il campanile del villaggio sommerso di Curon Venosta
Il campanile del villaggio sommerso di Curon Venosta

In Italia non è raro imbattersi in luoghi segnati da trasformazioni radicali, dove il paesaggio racconta decisioni politiche ed economiche prese lontano dalle comunità locali. Dighe, bacini artificiali, intere vallate ridisegnate nel nome dello sviluppo industraile hanno cambiato il volto di molte aree montane nel corso del ‘900. In Alto Adige, però, spicca un luogo in cui questa storia è visibile in modo particolare, in modo quasi malinconico: un campanile medievale che emerge da un lago artificiale, diventato negli anni un’immagine iconica ma spesso svuotata del suo significato originario. Si tratta del campanile della chiesa di Curon Venosta, un piccolo borgo della provincia di Bolzano con meno di 2500 abitanti, dimenticato e sommerso.

Il campanile del borgo sommerso di Curon Venosta, Trentino–Alto Adige
Il campanile del borgo sommerso di Curon Venosta, Trentino–Alto Adige

Curon Venosta, il borgo sommerso

Il campanile che emerge in modo così suggestivo dal lago apparteneva a Curon Venosta, piccolo centro della Val Venosta, in provincia di Bolzano, situato nei pressi del Passo Resia, al confine con Austria e Svizzera. Il paese esisteva da secoli, basti pensare che i romani conquistarono la valle nel 15 a.C ma prima vi risiedevano popolazioni celtiche, e divenne poi con gli anni il cuore di una comunità agricola che viveva tra allevamento e coltivazioni. Alla fine degli anni '40, la costruzione della diga di Monte Catino, destinata alla produzione di energia idroelettrica, portò alla creazione del lago artificiale di Resia, ottenuto unificando due bacini naturali già esistenti.

Il lago di Resia ghiacciato in inverno
Il lago di Resia ghiacciato in inverno

La costruzione fu fortemente contestata dalla popolazione, ma nel 1950 il vecchio borgo fu riempito definitivamente: più di 160 case finirono sott’acqua, oltre alla chiesa parrocchiale di Santa Caterina d’Alessandria, risalente al XIV secolo. Nonostante le proteste degli abitanti, che videro portarsi via le proprie abitazioni e tutto quello che conoscevano, il progetto andò avanti e le famiglie furono costrette a lasciare il territorio e a ricostruire un paese poco più distanza. La vecchia Curon venne così cancellata, fisicamente e simbolicamente, dal nuovo assetto del territorio.

Il nuovo borgo di Curon Venosta
Il nuovo borgo di Curon Venosta

Il campanile come simbolo di resistenza

L’unico elemento a non essere demolito fu il campanile in stile romanico della chiesa, alto circa 22 metri, lasciato in piedi per motivi di tutela storico-artistica. Da allora è rimasto lì, isolato in mezzo al lago, trasformandosi in simbolo malinconico e involontario di resistenza e memoria. C'è una leggenda popolare secondo la quale nelle notti d'inverno si possano ancora sentire le sue campane suonare (nonostante siano state tolte negli anni '50): ma il campanile non rappresenta una leggenda né un mistero, bensì il segno concreto di una scelta che ha sacrificato un’intera comunità in nome del progresso industriale. Oggi il lago di Resia è una meta turistica molto frequentata, attraversata dalla strada statale del Passo Resia e circondata da percorsi ciclabili e sentieri panoramici.

La vista sul campanile
La vista sul campanile

Nei dintorni si possono visitare il nuovo borgo di Curon Venosta, il Museo Alta Val Venosta, che documenta la storia della diga e del paese sommerso, e i luoghi naturali della zona, come la sorgente dell’Adige e le suggestive montagne dell’Ortles. Ma il campanile che emerge dall’acqua resta il punto centrale dell'esperienza, la testimonianza concreta di una ferita storica ancora impressa nel paesaggio.

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