Dove è stata girata la seconda prova in esterna di MasterChef: la location patrimonio Unesco

Per i concorrenti di MasterChef Italia è tempo di una nuova prova di cucina. I giudici osserveranno attentamente il loro lavoro ai fornelli, per decretare chi merita di proseguire l'avventura e chi invece deve lasciare il programma. Il trio composto da Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli ha pensato a nuove prove e nuovi test da sottoporre agli aspiranti chef.
La seconda Prova in Esterna di stagione, nella puntata di giovedì 8 gennaio, è prevista tra le colline delle Langhe in Piemonte, con focus su uno dei piatti tipici di questa zona: la salsiccia di Bra.

L'insaccato si chiama così perché non solo è riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale italiano, ma viene prodotto solo a Bra (provincia di Cuneo) dalle macellerie associate al Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione della Salsiccia di Bra. Ognuno di loro dovrà trovare il modo di valorizzare al meglio questa specialità piemontese, per poter proseguire il percorso. Viceversa, chi fallirà dovrà vedersela al Pressure Test che trasporterà tutti dall'Italia al Messico: sarà la volta di preparare i tacos.

La prova in esterna della puntata in onda l'8 gennaio è un omaggio alle tradizioni culinarie delle Langhe, un luogo magico e ricco di bellezze che non è sfuggito neppure all'attenta analisi dell'UNESCO. Infatti i paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e del Monferrato in Piemonte sono entrati a far parte della lista dei patrimonio mondiali dell'umanità. Parliamo della zona che si trova nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo, ammessa nel 2014 nel prestigioso elenco, per il suo alto valore paesaggistico e culturale. Comprende 29 Comuni, per un’estensione complessiva di 10.789 ettari.

In particolare sono cinque le aree vinicole inserite in lista più un castello: La Langa del Barolo, le colline del Barbaresco, Nizza Monferrato e il Barbera, Canelli e l’Asti Spumante, il Monferrato degli Infernot, il Castello di Grinzane Cavour. Quest'ultimo è un simbolo inconfondibile del territorio e ospita anche un museo dedicato alla cultura vitivinicola delle Langhe. L'area è caratterizzata da vigneti a perdita d'occhio, che dominano il paesaggio, in cui fanno capolino anche torri, castelli medievali, borghi, cantine che vantano secoli di storia e produzione.
È un panorama che trasmette pace e tranquillità, ma al tempo stesso è un paesaggio in cui è possibile evidenziare un grande lavoro umano perché è qui che si producono importanti vini. L'attività vitivinicola piemontese è fulcro dell'economia regionale, ma è anche fonte di orgoglio e riconoscibilità. Vengono prodotte eccellenze che conferiscono prestigio al territorio a livello nazionale e mondiale. Già Plinio il Vecchio, durante l'Impero Romano, riferendosi a quest'area la citò come una delle più adatte per la coltivazione della vite nell'Italia antica.

Proprio in questi territori nel 1865 nacque il primo spumante italiano, quello dei Fratelli Gancia. Oggi, i vitigni delle Langhe producono soprattutto i classici Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Arneis e Pelaverga. Esiste anche la certificazione DOC (Denominazione di Origina Controllata), ma riguarda solo i vini prodotti in zone ben precise e nel rispetto di requisiti stabiliti nel disciplinare di produzione.