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Divieto di balneazione e navigazione alla Baia di Ieranto: le zone interdette e quelle accessibili

A partire dal 26 marzo 2026 la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia ha vietato ogni tipo di navigazione e di balneazione nell’area del sito industriale ex Italsider della Baia di Ieranto. La spiaggia, però, resta aperta e accessibile: ecco come raggiungerla.
A cura di Valeria Paglionico
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La Baia di Ieranto è stata inserita tra le otto meraviglie marine del mondo e proprio di recente è finita anche in una classifica internazionale stilata dalla BBC grazie alla sua incredibile bellezza. A pochi giorni da questi importanti traguardi, però, la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia ha emanato un'ordinanza di polizia marittima che vieta ogni tipo di navigazione e di balneazione nell'area del sito industriale ex Italsider. Il motivo? La piattaforma aggettante sul mare versa in uno stato di grave deterioramento ed è a rischio cedimento e crollo.

Baia di Ieranto, dove è stata vietata balneazione e navigazione

Lo scorso 26 marzo la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia ha messo in atto l'ordinanza della polizia marittima, vietando la navigazione e la balneazione nel tratto di mare antistante alla storica piattaforma della Baia di Ieranto. Quest'ultima, ad oggi proprietà del Demanio Marittimo, è a rischio cedimento, dunque è stata interdetta per garantire l'incolumità dei visitatori. In risposta all'ordinanza, il FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano che ha reso la zona area naturale protetta) ha annunciato la chiusura immediata degli accessi alla piattaforma e delle altre discese a mare che ricadono in quella proprietà.

La piattaforma a rischio crollo
La piattaforma a rischio crollo

Come accedere alla Baia di Ieranto dopo i divieti

Nonostante le interdizioni (che attualmente sono limitate e temporanee), la Baia di Ieranto rimane aperta e accessibile. Per raggiungerla bisogna percorrere il sentiero comunale che parte dalla piazzetta del borgo di Nerano, mentre la balneazione è consentita dalla spiaggia al centro della Baia. Sono garantiti i servizi di accoglienza, le visite guidate e le altre attività gestite da FAI. Il Fondo per l'Ambiente Italiano ad oggi non ha la possibilità di intervenire direttamente sulla piattaforma a rischio cedimento e crollo in quanto non si tratta di una sua proprietà. Offre, però, il suo completo appoggio al Comune di Massa Lubrense affinché gli enti competenti possano procedere alla messa in sicurezza del sito nel più breve tempo possibile.

Spiaggia di Ieranto
Spiaggia di Ieranto

La storia della Baia di Ieranto, da zona industriale ad area naturale protetta

La Baia di Ieranto è situata in un'insenatura della costiera sorrentina, il cui meraviglioso mare blu e la cui splendida vista sui faraglioni di Capri la rendono un vero e proprio spettacolo della natura. Fa parte del Comune di Massa Lubrense, in provincia di Napoli, e viene considerata il punto di congiunzione tra la penisola sorrentina e la costiera amalfitana. Donata al FAI da Italisider nel 1987 per evitare i pericoli di speculazione, in passato venne sfruttata per la sua cava di roccia calcarea. Dopo un lungo restauro paesaggistico che ha portato alla piantumazione di alberi di limoni e olive, alla costruzione di chilometri di muretti a secco e al recuper della torre cinquecentesca di Montalto, oggi è stata interamente restituita alla comunità, riconosciuta come Area Protetta Naturale dalla Regione Campania. È un nodo primario della rete ecologica della Regione, ospita numerose specie vegetali e animali, dal falco pellegrino al gabbiano corso, e nasconde un fondale ricco di vita e di colori.

Il sentiero che conduce alla Baia di Ieranto
Il sentiero che conduce alla Baia di Ieranto

La Baia di Ieranto tra storia e leggende

La Baia di Ieranto è anche un luogo ricco di storia, miti e leggende. Ieranto in greco Ieros significa "luogo sacro" e non sorprende che proprio qui i Greci innalzarono il tempio di Atena, successivamente trasformato dai romani in tempio dedicato a Minerva. Spesso viene chiamata "Terra delle Sirene": secondo Plinio il Vecchio, infatti, Omero nell'Odissea fece incontrare Ulisse con le sirene proprio in questo luogo incantato. Fu scelta, inoltre, anche come dimora sorrentina d Norman Douglas, lo scrittore britannico autore della "terra delle Sirene". Oggi tra gli ulivi c'è la sede della FAI, dove ci si può rifocillare lungo il sentiero che porta alla spiaggia, ma prima di arrivarci bisogna oltrepassare la scala dei minatori, una scala che i minatori utilizzavano davvero agli inizi del ‘900 per estrarre la calce alle cave.

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