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Di quanto sono aumentati i prezzi dei voli Europa-Asia: biglietti fino a 7000 euro, +900% in un giorno

L’attacco all’Iran sta avendo notevoli ripercussioni sul traffico aereo: voli dirottati, hub fuori uso, ritardi, impennata nei prezzi biglietti fino al 900%.
A cura di Giusy Dente
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Il traffico aereo sta risentendo molto della situazione in Medio Oriente: dall'attacco Usa-Israele alla risposta dell'Iran. Si sta verificando un impatto notevole sugli spostamenti in termini sia pratici che economici. Alle difficoltà di riorganizzare eventuali viaggi prenotati o di capire come muoversi, come fare rientro a casa, come chiedere rimborsi si aggiunge l'aumento improvviso dei prezzi dei biglietti, che faranno lievitare non poco la spesa. La guerra in Iran si è quindi tradotta anche voli di linea bloccati, aeroporti fermi, spazi aerei chiusi, scali fuori servizio. Ci sono passeggeri dirottati su altre vie aeree o su voli con cambio di rotta obbligato, con inevitabili ritardi e disservizi. Sabato 28 febbraio sono rimasti a terra 1.800 aerei, domenica addirittura 3.000.

Insomma, regna il caos totale e le compagnie hanno fatto sapere che continueranno a restare al di fuori dei cieli dei Paesi interessati dal conflitto e dallo spazio aereo mediorientale. Per questo motivo, molti passeggeri stanno puntando su viaggi alternativi, su percorsi che permettano di giungere a destinazione rimanendo fuori dagli scali chiusi. Ovviamente, i collegamenti diretti sono quelli andati per la maggiore e restano pochi posti disponibili anche per le soluzioni che prevedono uno o più scali. Infatti bisogna mettere in conto le soste intermedie, tra luogo di partenza e destinazione di arrivo.

Dubai, Doha e Abu Dhabi sono i punti più critici, perché sono gli scali quotidianamente più frequentati e ora fuori uso. Secondo Cirium (specializzato nell'elaborazioni dati sul settore dell'aviazione) passa per questi hub circa il 10% del traffico mondiale. È facile quindi immaginare quanto importanti siano gli effetti sul traffico aereo, ora che sono chiusi. Secondo l'analisi del Corriere, qui lo stop ai collegamenti ha portato già nei primi giorni del conflitto lievi rialzi. Ma la situazione non è mai rientrata, bensì è peggiorata. "Già lunedì pomeriggio abbiamo registrato un picco senza precedenti di prenotazioni, in particolare dall'Asia verso l'Europa – hanno spiegato alcuni dirigenti contattati da Corriere – C'è stata una corsa ad acquistare soprattutto voli di rientro per clienti in trasferta di lavoro e famiglie in vacanza nel Sud-est asiatico".

Venendo ai numeri: se il 2 marzo un biglietto da Singapore a Milano aveva una tariffa minima di 254 euro, il giorno dopo questo minimo era già salito a 1.876 euro: +639%. Stessa situazione nello stesso arco di tempo per un volo Singapore – Londra, passato da 261 a 1.564 euro (+499%). L'impennata maggiore l'ha subita il collegamento Singapore – Francoforte: da 398 a 7.582 euro (+1.805%). Percentuali a tre cifre anche per la tratta Hong Kong – Milano (+232%), Hong Kong – Francoforte (+905%) e Hong Kong–Parigi (+295%). Più bassa la percentuale di aumento per il collegamento Bangkok – Milano, salito del 84% in 24 ore.

Una testimonianza è giunta anche a Fanpage.it, che ha raccolto la storia di Francesco, bloccato in Sri Lanka con la famiglia dopo l'attacco all'Iran e la chiusura degli scali degli Emirati Arabi Uniti. Per tornare a casa gli sono stati chiesti 10mila euro per sei persone, ma con partenza tutt'altro che immediata, bensì con prima data utile al 12 marzo.

Le compagnie cinesi stanno assorbendo gran parte del flusso dirottato a causa dei conflitti in atto. Viceversa le compagnia del Golfo sono ovviamente quelle più interessante dall'interruzione dei voli: Emirates, Qatar, Etihad, GulfAir, FlyDubai. L'italiana ITA Airways ha fatto sapere che eviterà fino all’8 marzo lo spazio aereo mediorientale e i cieli sopra Israele, Iran, Libano, Giordania, Iraq, Qatar, Kuwait, Bahrein, Emirati Arabi Uniti. E finché il Golfo resterà bloccato la situazione resterà la stessa, si dovrà continuare a deviare i flussi, a concentrarsi su nuovi hub, a considerare tratte al di fuori della via Dubai-Doha-Abu Dhabi solitamente considerata. E ovviamente i prezzi in aumento non sono solo quelli dei trasporti aerei. Si avranno ripercussioni anche sulle bollette con l'aumento inevitabile del prezzo del petrolio.

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