Aumenti fino a 20 euro al giorno per i viaggi in crociera: è per far fronte al caro carburante

La guerra in Medio Oriente sta avendo moltissime ripercussioni sul settore travel e non solo a causa della chiusura degli aeroporti in alcuni paesi del Golfo, anche il caro petrolio sta provocando non pochi disagi. Dopo l'inevitabile aumento dei prezzi dei voli, ora a imporre degli extra per fronteggiare i prezzi alle stelle del carburante sono state anche le navi da crociera. Diverse compagnie, infatti, hanno introdotto delle tasse giornaliere fino a 20 euro al giorno per far fronte alla crescente pressione finanziaria.
Le compagnie di crociera che hanno introdotto i supplementi
StarCruises e Dream Cruises, entrambe appartenenti al marchio Resorts World Cruises, sono le due compagnie di navigazione con sede in Asia che da qualche giorno hanno introdotto dei nuovi supplementi ai passeggeri delle loro crociere. Gli extra, utili ad affrontare i costi sempre più elevati di petrolio e carburante, vengono fatti pagare sulle prenotazioni effettuate dal 20 marzo 2026 e arrivano fino a circa 21 euro al giorno. La cifra non è causale, anzi, è stata determinata in base alle esigenze operative di ciascuna nave e di ciascun itinerario, dunque potrebbe variare in base al viaggio scelto. Per le crociere in partenza da Singapore, ad esempio, bisogna pagare circa 9 euro al giorno, mentre per quelle che partono da Hong Kong si arriva a 19 euro.
Gli extra sui viaggi in crociera non sono definitivi
Le compagnie di crociera coinvolte nel provvedimento hanno però voluto rassicurare i loro passeggeri: il supplemento non sarà definitivo ma verrà rivisto in base all'andamento dei prezzi del carburante. Gli extra verranno aggiunti al conto di bordo di ogni passeggero, che dovrà essere saldato prima dello sbarco. L'obiettivo è continuare a mantenere intatta l'esperienza e la qualità del servizio. Gli aumenti non sorprendono i viaggiatori internazionali, che ormai dall'inizio di marzo hanno visto aumentare anche i prezzi dei voli a causa del caro benzina. Il rischio? Nel giro di qualche mese il settore turistico potrebbe paralizzarsi, costringendo compagnie aeree e di navigazione ad annullare molte delle proprie rotte.