Arco degli innamorati, storia e leggende legate al luogo del Salento che non c’è più

È crollata una delle bellezze naturali più famose del Salento: l’iconico Arco degli innamorati, la suggestiva formazione rocciosa dei faraglioni di Torre Sant’Andrea, nella zona di Melendugno, in provincia di Lecce. La struttura naturale, meta da anni di turisti, fotografi e anche innamorati, si è sbriciolata in mare sotto la furia del maltempo proprio nel weekend dedicato all’amore, facendo così coincidere la perdita di un importante e affascinante monumento naturale con la festa di San Valentino.
La bellezza dell’arco degli innamorati
Fino alla notte tra venerdì 14 e sabato 15 febbraio, l’arco degli innamorati, definito anche "arco dell’amore" e situato davanti alla costa di Torre Sant’Andrea, una frazione di Melendugno, dominava con la sua meravigliosa struttura naturale l’orizzonte della costa adriatica salentina. Si trattava di un arco di roccia calcarea modellato nei secoli dall’azione combinata del vento, delle onde e delle mareggiate, visivamente era infatti una sorta di ponte naturale che collegava uno sperone roccioso al costone principale, dominando sul mare salentino in modo quasi fiabesco.

La zona dei faraglioni di Sant’Andrea, caratterizzata da formazioni calcaree scolpite e da un’acqua limpida, era da anni tra le mete preferite di chi visita il Salento: non solo per scattare fotografie incredibili, ma anche per l’esperienza di camminare sulle scogliere e ammirare panorami straordinari. Nei periodi di alta stagione l’area attirava quindi sportivi e appassionati di paesaggi marini, e l’arco era diventato un simbolo riconoscibile non solo per il territorio, ma anche per l’immagine del turismo in Puglia. Ma perché veniva chiamato proprio in questo modo?
Perché era chiamato "arco degli innamorati"
Il nome "arco degli innamorati" raccontava un rapporto speciale tra luogo e visitatori. La sua forma, che pareva abbracciare idealmente il mare, aveva trasformato la formazione naturale in un punto di riferimento per tantissime coppie e fotografi, era diventato un luogo dove fermarsi per lo scatto perfetto, guardare l’orizzonte al tramonto o celebrare l’amore in un contesto naturale mozzafiato.

Ogni anno migliaia di persone, italiane e straniere, raggiungevano la costa di Sant’Andrea con l’obiettivo di immortalare la struttura e condividere l’esperienza sui social, rendendo l’arco parte integrante del racconto visivo del Salento. Sono stati proprio i turisti a creare la piccola leggenda legata al faraglione: ogni coppia che si recava all’arco avrebbe avuto una lunga vita felice insieme. Infatti, in realtà per i pescatori della zona la conformazione calcarea era nota con il nome di Lu pepe e serviva, come tanti altri scogli, per orientarsi in mare.

Il crollo, causato dalle forti mareggiate e dalle piogge violente che hanno colpito il Salento nelle ultime settimane e accentuato l’erosione costiera di una roccia già fragile, ha cancellato questo simbolo naturale. Oggi, al posto dell’arco, resta un cumulo di roccia sgretolata e un senso di vuoto visivo e identitario per la comunità e per i tanti che, fino a pochi giorni fa, lo vedevano come un punto di riferimento. Ovviamente, la perdita dell’arco degli innamorati solleva anche interrogativi più importanti sulle dinamiche dell’erosione costiera e sulle misure di tutela da adottare per preservare altri tratti di costa fragili ma preziosi del patrimonio naturalistico italiano, oltre che di quello identitario.