Ad aprile riapre il Giardino dei Tarocchi a Capalbio, regno della simbologia e del mistero di Niki de Saint Phalle

Non è un cosiddetto Pesce d'Aprile: la data da segnare sul calendario è davvero l'1 aprile, quella che segna la riapertura al pubblico del Giardino dei Tarocchi. È uno dei luoghi più magici e incredibili del nostro Paese e si trova vicino Capalbio (Toscana): qui tutto è possibile e l'immaginazione diventa un po' più vicina alla realtà, come se prendesse fisicamente forma attraverso i percorsi e le sculture pensate dal suo ideatore. Il Giardino, infatti, nasce da una visione dell'artista Niki de Saint Phalle a cui si deve questo parco che è un mondo onirico a cielo aperto dove la natura si combina all'arte e all'architettura. Passeggiare nel parco significa mettersi in contatto con le proprie paure, le proprie emozioni, i proprio sogni, la parte di sé più intima. Il tutto, mentre si è circondati da 22 sculture monumentali a cui si deve il nome del Giardino: rappresentano infatti gli Arcani Maggiori. Ci sono La Temperanza, Il Mondo, L'Eremita, La Morte, Il Diavolo e l'Impiccato. Sono enormi statue rivestite di specchi, vetro (proveniente da Murano, Cecoslovacchia e Francia) e ceramica, cangianti a seconda di come vengono toccate dal sole: gli effetti cambiano con la luce.
La storia del parco
La fonte di ispirazione, per l'artista, furono le opere di Antoni Gaudí scoperte durante un viaggio in Spagna negli anni Cinquanta, che condizionarono fortemente la sua produzione e il suo immaginario. Decisiva fu la visita al Parc Güell a Barcellona, che lo spinse a ideare qualcosa di simile. La realizzazione e concretizzazione del progetto, però, arrivò molti anni più tardi. I fratelli di Marella, Carlo e Nicola Caracciolo le misero a disposizione un terreno della loro proprietà a Garvicchio in Toscana, interessati all'idea di un giardino di sculture basate sulla simbologia delle carte dei tarocchi, il filo conduttore del tutto.

La fonte di ispirazione, per l'artista, furono le opere di Antoni Gaudí scoperte durante un viaggio in Spagna negli anni Cinquanta, che condizionarono fortemente la sua produzione e il suo immaginario. Decisiva fu la visita al Parc Güell a Barcellona, che lo spinse a ideare qualcosa di simile. La realizzazione e concretizzazione del progetto, però, arrivò molti anni più tardi. I fratelli di Marella, Carlo e Nicola Caracciolo le misero a disposizione un terreno della loro proprietà a Garvicchio in Toscana, interessati all'idea di un giardino di sculture basate sulla simbologia delle carte dei tarocchi, il filo conduttore del tutto. Lei per finanziare i lavori si lanciò nell'avventura di una linea di profumi.

Tanti artisti hanno collaborato alla realizzazione delle sculture: Alan Davie, Pierre Marie Lejeune, Jean Tinguely, Jackie Matisse, Doc Winsen, Venera Finocchiaro (la ceramista del giardino). "Noi tutti condividiamo un immenso entusiasmo per il giardino – ha lasciato scritto Niki de Saint Phalle – Siamo diventati come una famiglia". Per preservare il suo Giardino dei Tarocchi, l'artista ha creato una fondazione nel 1999, che si occupa proprio della sua conservazione. Lo considerava il lavoro più grande della sua vita, anche se è ricordata soprattutto per le sue grandi sculture femminili colorate (le Nanas). Sua è anche la Fontana Igor Stravinski (o Fontaine des Automates) nella piazza del Centre Pompidou a Parigi.

Quando visitare il parco
Il parco riprenderà con le visite l'1 aprile fino al 15 ottobre, tutti i giorni dalle ore 14:30 alle ore 19:30, con ultimo accesso alle ore 18:15. Il biglietto intero costa 15 euro ma sono previste riduzioni per diverse categorie. Il Giardino accetta solo un certo numero di visitatori al giorno, proprio per garantire a tutti un'esperienza completa e positiva, una fruizione ottimale delle opere.