Perché Tommaso Paradiso a Sanremo aveva la mano fasciata: cosa c’era disegnato sul guanto

Gli imprevisti sono sempre dietro l'angolo e tutto può accadere a Sanremo. Nella storia del Festival sono innumerevoli i fuori programma, i cambiamenti dell'ultimo momento, gli infortuni che hanno stravolto i piani ai cantanti in gara. Irama nel 2021 si è dovuto ritirare a causa del Covid, l'anno scorso Francesca Michielin aveva le stampelle perché era caduta durante le prove. Anche Tommaso Paradiso, al suo primo Festival, ha avuto un piccolo incidente domestico che lo ha costretto a salire sul palco ed esibirsi con la mano fasciata.
Il significato della fasciatura
"I romantici" è il brano che Tommaso Paradiso porta in gara a Sanremo 2026, la canzone che segna il suo debutto assoluto alla kermesse. Per l'occasione, ha scelto un look elegante molto diverso da quello degli altri colleghi uomini in gara. Lui, infatti, ha optato per una giacca chiara, una rarità nel panorama complessivamente scuro e total black della prima serata, soprattutto sul fronte maschile. Tutti in nero: J Ax, Fedez, Marco Masini, Francesco Renga. Tommaso Paradiso, invece, ha scelto un completo spezzato di Emporio Armani, un classico rivisitato nelle proporzioni e nelle silhouette. Alla giacca beige ha accostato una camicia della stessa nuance, con shirt bianca, ma con parte inferiore scura a contrasto.

Il cantante intorno alla mano sinistra aveva una fasciatura. Ha raccontato a Chi di essere stato vittima di un incidente domestico: "Sono inciampato di notte su un giocattolo di mia figlia, mi sono appoggiato a un vetro della finestra e mi sono letteralmente spaccato la mano in due, hanno dovuto mettere dei punti sia dentro che fuori". Dovendo optare per un guanto, ne ha scelto uno stiloso! Ha quindi tratto ispirazione da una sua grande passione: è un fan di One Piece, il famoso manga dell'artista Eichiro Oda. Il guanto portato sul palco raffigura proprio un personaggio: c'è disegnato Luffy Gear 5. Parlando di questa opera poco prima di esibirsi, il cantante l'ha descritta come "l'opera più grande che sia stata concepita da un essere umano". Insomma, con questa premessa l'omaggio era dovuto.