Maurizio Cattelan ascolta i peccati al telefono e dà l’assoluzione, Nicolas Ballario: “Critica al sistema dall’interno”

Maurizio Cattelan si è spesso confrontato col tema della religione, ma mai come stavolta. L'artista, in equilibrio tra sacro e profano, è pronto a reinventarsi sacerdote, a vestire i panni del prete che ascolta i peccati e offre l'assoluzione. La sua nuova provocazione è proprio questa. Genialità o blasfemia? Fanpage.it lo ha chiesto a Nicolas Ballario, critico d'arte e curatore.
"Confessa i tuoi peccati a Maurizio Cattelan"
La scultura La Nona Ora del 1999 è una delle più iconiche e controverse di Maurizio Cattelan: Giovanni Paolo II colpito da un meteorite su un tappeto rosso. Il riferimento è al ruolo del Pontefice in età moderna, in una Chiesa così in crisi, ma anche alla morte di Cristo sulla croce. La nona ora corrisponde alle 15 del pomeriggio: quando si ritiene che sia morto Gesù. Nell’antichità, infatti, le ore dei giorni lavorativi si contavano a partire dalle sei del mattino. L'opera fu venduta nel 2001 da Christie’s a New York per 886.000 dollari: all'epoca erano due miliardi di lire. Non fu accolta benissimo: "Attraverso i canali ufficiali venne fatto sapere che quella rappresentazione del Papa non era condivisa. Era una reazione comprensibile. Si trattava del Papa in carica, esposto non in forma simbolica o distante, ma in modo diretto, quasi fisico" ha spiegato l'artista intervistato da La Repubblica.
Proprio in occasione del 21esimo anniversario della morte di Papa Wojtyla, Cattelan ha deciso di rilanciare l'opera attraverso una serie limitata di 666 miniature. Un numero tutt'altro che casuale, simbolico anche questo ovviamente, con riferimento al mondo dell'occulto. Sono piccole sculture in resina dipinte a mano con dettagli in metallo, da circa 30 centimetri di lunghezza, in vendita al prezzo di 2.200 euro ciascuna. E non è la sola iniziativa.

Cattelan ha aggiunto la sua ennesima provocazione, un progetto che stavolta si avvale della partecipazione attiva del pubblico. L'artista si reinventa prete confessore e invita chiunque a confidargli i propri peccati, proprio come si farebbe dentro una Chiesa, col proprio sacerdote, nel confessionale. È una vera e propria hotline internazionale attiva dal 2 al 22 aprile: "Il numero +1 601 666 7466 è gratuito negli Stati Uniti. Chi chiama dall'estero dovrà pagare una tariffa, ma può inviare un messaggio vocale gratuito tramite WhatsApp al numero +44 74 6240 6938" si legge sulla pagina ufficiale Avant Arte. È la piattaforma specializzata nella realizzazione e nella vendita di opere d'arte, partner del progetto.
Le confessioni saranno ascoltate dallo stesso Cattelan, che selezionerà quelle che confluiranno in un evento in streaming previsto per il 23 aprile: durante la diretta vestirà i panni del sacerdote per offrire l'assoluzione ai peccatori. Chi partecipa alla hotline ottiene un accesso anticipato all'acquisto delle miniature; alcuni tra i partecipanti selezionati riceveranno l'opera gratuitamente. "Nel mondo del peccato, l'assoluzione non è mai stata così vicina" recitano i materiali promozionali del progetto.

Nicolas Ballario: "È un'operazione meravigliosa"
Ma La Nona Ora era davvero così blasfema?
Lui la religione l'ha affrontata parecchie volte nel suo percorso. Sembra una scultura blasfema, ma è una cosa sacra, sembra quasi un martirio. A me sembra che in qualche modo dica che tutti i poteri sono effimeri, anche quelli del Papa e soprattutto ci ricorda che c'è sempre qualcuno sopra di noi. Poi oltre che religiosa, è anche una cosa politica, perché quello era veramente un Papa politico.
E l'idea di reinventarsi confessore come si inserisce nella sua produzione?
A me fa ammazzare dal ridere! Si inserisce perfettamente nella sua arte che è veramente a cavallo tra l'arte contemporanea, la performance, il teatro. Mi ha fatto subito pensare a quell'installazione che aveva fatto John Giorno nel 1968: lui aveva fatto le poesie al telefono. Aveva chiesto a una serie di poeti di registrare delle poesie e tu a qualunque ora del giorno e della notte potevi chiamare e ascoltare delle poesie.Questa operazione crea un cortocircuito: da una parte c'è La Nona Ora che è quasi un martirio, dall'altra c'è lui che ti obbliga a confessarti. Lui è uno che non perde un colpo! Il Papa schiacciato dal meteorite, il 666, lui che ti costringe a raccontare i peccati al telefono: questa roba fa ridere! E il problema è proprio quello, perché la prima reazione è il sorriso, ma subito dopo sale in disagio. Ti chiedi: "Ma io posso ridere di questo?". Cattelan è lì che si inserisce, inquella frazione di secondo morale che c'è tra la risata e il disagio di ridere di una cosa. Lui sta lì: non ti non ti dice cosa pensare, non ti dice cosa vuol dire, ma in qualche modo ti costringe a prendere una posizione su te stesso.
Il confessionale qui non è ovviamente un luogo di redenzione tradizionalmente inteso. Cosa diventa?
In questo momento tutti siamo abituati a rendere pubblica la nostra vita, sui social siamo abituati a far vedere la parte migliore di noi. Tutto splendente. Lui invece per la prima volta attraverso l'arte ci invita a rendere pubblici i nostri peccati. Si conferma l'artista del dubbio: ci costringe quasi a far diventare i nostri peccati dei trofei, cioè sfonda l'ultima porta. Ci costringe a dover performare anche nel confessionale. Oggi il vero medium non è l'opera, ma è il rito. Lui è il primo che in qualche modo trasforma la tua colpa in un'esperienza indimenticabile, quindi è quasi come se ci invitasse a pensare che peccare è bello. E soprattutto lo trasforma in mercato. È Satana che entra nel confessionale, perché lui ti dice: "Vieni a confessarti" e attraverso quella confessione ti puoi mettere in lista d'attesa per avere una delle 666 opere!
Un numero proprio a caso…
Vendere il Papa col numero del demonio. È veramente una cosa geniale. Ti frega in ogni maniera. Ti costringe a dire una cosa che tu non diresti a nessuno, a renderla pubblica e in più la trasforma in un mercato. È l'ennesima critica al sistema fatta dall'interno del sistema. È un'operazione meravigliosa.
Visto che parliamo di un artista che ha sempre fatto parlare di sé, controverso, che ha creato scalpore: il valore di un'opera dipende poi anche dallo scandalo che genera?
Purtroppo sì. Ma lo scandalo è un valore di mercato soltanto nel brevissimo periodo. Non voglio dire che un'opera che fa scandalo poi non dura nel tempo: pensa all'orinatoio di Duchamp, che è diventato un pezzo di storia dell'arte. Oggi si cerca anche nell'arte un consumismo veloce, però Cattelan è tutto il contrario: è uno che riesce a essere veloce e lentissimo allo stesso tempo. Questa cosa è secondo me la sua vera grande forza. Più che altro lo scandalo mi pare che funzioni come comunicazione dell'arte più che per valore dell'arte e la comunicazione ovviamente si consuma velocemente.