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Fare l’albero di Natale in anticipo ci rende più felici? Lo psicologo spiega cos’è l’hype natalizio

Il mondo si divide in due categorie: chi fa l’albero di Natale a novembre e chi invece vorrebbe passare dal 20 dicembre direttamente al 7 gennaio. Dell’hype di Natale, degli acquisti e degli influencer che addobbano le loro case con largo anticipo ne abbiamo parlato con lo psicologo Matteo Merigo.
Intervista a Dott. Matteo Merigo
Psicologo e psicoterapeuta
A cura di Francesca Parlato
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feste natale

C'è chi fa l'albero a novembre e chi invece il Natale e le festività proprio non le sopporta. Lo psicanalista inglese Steve McKeown sostiene che chi decora la casa con un certo anticipo è mediamente più felice degli altri perché sceglie di rievocare dei sentimenti che lo riportano all'infanzia, di dare spazio a una nostalgia non malinconica, che eccita e provoca un certo buonumore. E stando a quello che possiamo vedere su Instagram, la maggior parte degli, e soprattutto delle, influencer (al netto di sponsorizzazioni e adv) è sicuramente più felice dei follower, visto che hanno addobbato le case a festa già dal mese scorso. "Effettivamente decorare la propria casa con ghirlande, palle di Natale e vischio, per molte persone rappresenta una novità – ha spiegato a Fanpage.it lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Merigo – Non importa che si ripeta tutti gli anni, è comunque una novità rispetto al quotidiano, ci allontana dallo stress della routine e ci dà nuova energia e positività. Per gli influencer poi c'è un discorso a parte: loro hanno bisogno continuamente di mostrare qualcosa di nuovo ai loro follower e per questo (e pure per invogliare agli acquisti) anticipano decorazioni e addobbi". 

Natale non è uguale per tutti

Ora non è che se per fare l'albero di Natale aspettate il canonico 8 dicembre siete meno felici degli altri, probabilmente siete solo più pazienti. Per chi invece fa parte del team Grinch, il Natale può essere un momento davvero tutt'altro che allegro. "L'aspetto della nostalgia che il Natale si porta dietro, si compone di due elementi – spiega lo psicologo – Per alcuni la nostalgia è un piacevole tuffo nel passato, in quella magia che provano i bambini, per altri invece tornare indietro nel tempo non è affatto piacevole, pensiamo proprio a chi è incastrato in un ricordo lontano e traumatico". I motivi possono essere diversi "Le feste possono far tornare a galla situazioni familiari poco serene, ci fanno ricordare di persone che non ci sono più. Altri ancora mal sopportano il detto "A Natale bisogna essere tutti più buoni" considerandolo un atteggiamento buonista e poco sincero". Per altri invece le feste sono un momento difficile per motivi anche di ordine pratico o economico: "Il libero professionista sa che lavorerà di meno e questa prospettiva magari lo preoccupa. Altre persone invece sono stressate dal caos, dal traffico che affolla le strade per tutto il mese di dicembre".

L'hype di Natale

A chi ha un orecchio raffinato bastano giusto poche note, un paio di accordi, per capire che il Natale sta arrivando. La colonna sonora delle feste ha un nome e cognome ben preciso: si chiama Micheal Bublè. Quando dalle casse dei negozi parte "Holly Jolly Christmas" vuol dire che ci siamo, tutte le altre feste o ricorrenze (Black Friday compreso) sono passate, ora l'obiettivo è Natale. Per qualcuno lucine, canzoni e ghirlande fanno l'effetto del pungi, lo strumento usato dagli incantatori di serpenti per ipnotizzare i rettili, sono una calamita, impossibile resistere a tutto quello che è in mostra nelle vetrine. E anche se le previsioni di spesa di quest'anno sono al ribasso, il centro Studi di Confimprese stima che il budget dei regali per famiglia scenderà dai 308 euro dello scorso anno a 276 euro, Natale resta sicuramente il momento dell'anno in cui si spende con maggiore facilità. "L'acquisto, soprattutto in occasioni speciali come il Black Friday o Natale, è sempre un momento particolarmente appagante, soprattutto in periodi di difficoltà come quello che tutti ora stiamo vivendo. – spiega lo psicologo – E i nostri comportamenti, nonostante la crisi, restano comunque talmente tanto prevedibili che i grandi brand riescono a intercettare i bisogni futuri e generare hype, l'aspettativa. Così si creano in noi dei desideri che sembrano placarsi soltanto soddisfacendoli: desideriamo uno smartphone, un orologio, un maglione, e nel momento in cui lo acquistiamo o lo riceviamo ci sentiamo più vivi. Ma l'appagamento è solo temporaneo: è il principio del piacere di Freud. Il piacere è per sua stessa natura inassolvibile: nel momento stesso in cui compriamo qualcosa l'appagamento si è risolto in quel momento ma prima o poi ci sarà qualcosa di più bello da dover acquistare". E sarà di nuovo Natale.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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