video suggerito
video suggerito

Chi sono i Sunday Boys, l’incubo peggiore dei single

Di sicuro il mondo del dating non aveva bisogno dell’ennesima dinamica tossica. Eppure, arrivano loro, i Sunday Boys: brillanti, catchy e affascinanti, però solo la domenica.
A cura di Elisa Capitani
0 CONDIVISIONI
Immagine

La domenica è da sempre il giorno d’oro delle app di incontri: un momento in cui si rallenta, si guarda con nostalgia al fine settimana che sta finendo e, tra un tazza di tè caldo e una serie Netflix sul divano, moltissime persone aprono Tinder, Bumble o Hinge per scrollare, matchare e magari trovare qualcuno che riaccenda la speranza nell’amore. È il picco settimanale di attività, quello in cui i messaggi volano più veloci e si accende quello spirito di connessione che nei giorni feriali, tra lavoro e routine, sembra sempre più difficile da trovare. Eppure, proprio qui si annida una delle dinamiche più frustranti del dating moderno: quella dei cosiddetti Sunday Boys. Sembra il nome di una boy band o di un film anni ’80; purtroppo non lo è. Si tratta infatti di una tendenza reale che tantissimi single riconoscono nei propri scambi digitali. La storia è sempre la stessa: si conosce qualcuno, si parla, si ride, ci si organizza per un date e poi, come per magia, tutto svanisce. Il lunedì arriva e con esso, il silenzio. Nessun "ciao", nessun messaggio di scuse, nessuna spiegazione. U ghosting digitale che lascia dietro di sé domande e, a volte, qualche ferita.

I Sunday Boys, i seduttori senza scrupoli

Se hai mai usato le app di incontri, probabilmente ti sarai imbattuta in uno di loro, magari senza accorgetene (per tua fortuna). Sono quelle persone che esplodono di vitalità e interesse proprio durante il picco di utilizzo delle app, tipicamente di domenica, per poi dissolversi con la stessa rapidità non appena inizia la settimana. Questi personaggi possono sembrare interessati, attenti e curiosi: ti scrivono quasi subito dopo il match, pongono domande sulle tue passioni, sul tuo lavoro o sul weekend appena trascorso, e l’atmosfera diventa subito catchy e promettente. È una conversazione che scorre, che ti fa sentire vista e desiderata, e in un ambiente dove spesso l’attenzione è superficiale, questo può sembrare una scossa, un momento che ti allontana dalle solite conversazioni noiose che non vanno mai oltre al "ciao, come va?". Tuttavia, quando il lunedì arriva, la conversazione si ferma, sparisce ogni notifica e il profilo a cui avevi iniziato a affezionarti diventa un fantasma digitale. È come se quegli scambi intensi e brillanti avessero avuto solo una valenza a tempo determinato, legata a quell’unico giorno della settimana.

Perché sono tossici

La tossicità dei Sunday Boys non è tanto nel flirt in sé, quanto nell’effetto psicologico che produce. Questi incontri lampo generano aspettative: ti fanno immaginare un possibile appuntamento reale, ti coinvolgono emotivamente in poche battute e, quando tutto si arresta senza spiegazione, lasciano un vuoto che può pesare più di un rifiuto netto. Questo comportamento è una forma di ghosting mirato, un silenzio che arriva all’apice dell’entusiasmo per poi spegnersi appena finisce la "finestra romantica" del weekend. E se il ghosting in generale è già una piaga del dating digitale, la versione dei Sunday Boys è particolarmente frustrante perché arriva dopo uno scambio apparentemente promettente, quasi come un gioco perfetto fino all’ultima mossa. Quello che inquieta molti esperti è che dietro questa dinamica spesso non c’è malizia consapevole, ma piuttosto la ricerca egoista di una gratificazione immediata, un modo per riempire la noia del weekend o per testare il proprio potere di attrazione, senza alcuna reale intenzione di costruire qualcosa che duri oltre la mezzanotte domenicale. Insomma, anche il mondo del dating e delle app d’incontri è invaso in modo irreversibile dalla noia, la stessa che ci fa scrollare il telefono mentre guardiamo la tele e che non ci fa concentrare per più di dieci secondi alla volta. Stiamo diventando apatici e, soprattutto, ci stiamo nascondendo dietro ad uno schermo, dimenticandoci che dall’altra parte ci sono persone in carne e ossa, con delle emozioni e dei pensieri.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views