Zverev non può fare come Sinner e Alcaraz: “Guadagnano 50 milioni all’anno. Il mio conto è diverso”

Le interviste post-vittoria su Tien agli Australian Open hanno offerto ad Alexander Zverev la possibilità di spaziare su diversi argomenti. Tra questi anche quello relativo ai ritmi del circuito, con i tanti tornei più o meno obbligatori. Il tedesco dopo essersi guadagnato la semifinale dello Slam ha fatto un paragone particolare con Alcaraz e Sinner, mettendo a confronto i guadagni dei tre.
Alexander Zverev e i guadagni non come Sinner e Alcaraz
Sascha infatti ha fatto intendere che le spese che deve sostenere lo spingono inevitabilmente a giocare tanto. Anche perché non dimentichiamo che la prospettiva di saltare quegli appuntamenti obbligatori comporterebbe poi delle "penalità" anche a livello economico. Zverev, in conferenza stampa, ha risposto senza troppi giri di parole: "Loro guadagnano 50 milioni di dollari all'anno, non siamo tutti Carlos e Jannik. Non mi lamento affatto della mia vita, sono anche molto contento del mio conto in banca, ma è anche un po' diverso".
Le regole sui tornei obbligatori per i tennisti
Secondo le regole attuali, i big del tennis (quelli della top 30 che rientrano nei Commitment Players) devono giocare obbligatoriamente i 4 Slam, 8 Masters Mandatory (ovvero Indian Wells, Miami, Madrid, Roma, Canada (Toronto/Montreal), Cincinnati, Shanghai, Parigi-Bercy) e 4 tornei ATP 500. Ci sono certo delle riduzioni relative all’età, al numero di partite giocate in carriera e al numero di stagioni nel circuito. In sintesi, se un tennista decide di saltare uno di questi tornei senza una giustificazione valida, come potrebbe essere un infortunio, va incontro sia ad una punizione in termini di punti, con lo 0 nel conteggio totale dei risultati in riferimento all’appuntamento mancato, sia alla perdita della chanche di accedere ai guadagni del bonus pool, ovvero il montepremi extra da dividere tra i migliori dell’anno.
Proseguendo poi, Zverev ha spiegato: "Roger, alla fine della sua carriera, giocava circa dieci tornei all'anno. Novak ora gioca dieci tornei all'anno. È molto diverso. Dovrò adattarmi. Devo migliorare il mio calendario. Quest'anno è molto diverso dopo l'Australian Open, quindi è un processo di apprendimento. È anche imparare che il corpo forse sta invecchiando un po'. Forse si affatica un po' di più con le partite. In sintesi, ora voglio concentrarmi su questo e giocare il mio miglior tennis nelle prossime due partite".
Con il sorriso l'argomento dei soldi è tornato attuale quando ha parlato del suo team, concedendosi anche una battuta: "Se non mi stufo mai della mia famiglia nel team? Sì, io mi stufo di loro, ma loro non si stufano di me perché pago tutto io. Che devono fare? (ride, ndr)".