Oggi si sarebbe dovuta disputare la finale maschile del torneo di Wimbledon, la partita più attesa di tutta la stagione. Ma il tennis è fermo dal 1° marzo, quasi tutti i tornei in programma sono saltati. La stagione ufficialmente sta per riprendere con il torneo di Washinghton, via il 10 agosto, che precederà Cincinnati e gli US Open. E sulla disputa dello Slam americano ci sono ancora tanti dubbi e moltissime polemiche. Il sindaco di New York ha detto che si giocherà, nonostante l’elevato numeri di contagi negli Stati Uniti, ma a porte chiuse.

US Open si faranno, ma senza tifosi

Gli US Open, che storicamente sono la quarta prova dello Slam, in ordine cronologico, erano in programma dal 31 agosto al 13 settembre. La data è stata confermata dagli organizzatori, dell’USTA (la federtennis americana) e dalla ATP, l’organismo che gestisce il circuito del tennis. Il sindaco della ‘Grande Mela’ in un’intervista alla CNN ha fatto sapere che i grandi eventi sportivi in programma si terranno, ma saranno tutti a porte chiuse: “Questo è uno dei numerosi eventi con attività sportive che si svolgeranno senza pubblico. La gente dovrà vederlo in televisione, ma continueremo a mantenere la tradizione del torneo. Tennis e baseball torneranno a giocarsi”.

I dubbi di Djokovic e Nadal. US Open forse senza big

Il calendario è stato ridisegnato, ma è stato anche concentrato in pochissime settimane. Nell’arco di un mese e mezzo si giocheranno Cincinnati, US Open, Madrid, Roma e il Roland Garros. Troppi tornei. I migliori saranno costretti a delle rinunce. Djokovic e Nadal, numeri uno e due del mondo, sembrano intenzionati a disputare la stagione sulla terra in Europa. E gli US Open potrebbero avere un torneo dimezzato. Simona Halep, vincitrice di Wimbledon lo scorso anno, ha già dichiarato che nel 2020 giocherà solamente in Europa.