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Monte-Carlo Masters di tennis

Sinner soffre ma batte Machac a Monte Carlo: “Mi sono sentito fiacco”. Ai quarti sfida Auger-Aliassime

Il tennista italiano ha sconfitto in 3 set (6-1, 5-7, 6-3) il ceco e si è qualificato ai quarti del Masters 1000, domani il match con il canadese che vale la semifinale.
A cura di Maurizio De Santis
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Jannik Sinner è umano, il primo set perso dopo averne conquistati ben 37 di fila nei Masters 1000 è la riprova che sulla terra rossa (e amica) di Monte Carlo anche un "robot" come lui può avere qualche battuta a vuoto, accusare un po' la fatica e un capogiro per un leggero calo di pressione. "Mi sento fiacco… un po' debole", ha detto al dottore che gli ha dato una pastiglia per aiutarlo a rigenerarsi durante il medical time-out. No, non è una macchina. E se Tomas Machac fosse stato un po' più continuo e tecnicamente centrato, oggi avrebbe fatto scalpore e mandato a casa l'italiano. Invece a casa è tornato il ceco, sconfitto 1-6, 7-5, 3-6 nel giro di 2 ore. Nei quarti il numero due al mondo affronterà Felix AugerAliassime, qualificatosi grazie al successo ottenuto per ritiro di Casper Ruud. In che condizioni ci arriverà? Bella domanda perché il cedimento odierno, sia pure lieve, non è stato l'unico segnale negativo percepito.

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"Non tutti i giorni sono uguali – dice Sinner a fine partita -. La cosa importante era vincere, poi tutto può cambiare e domani si può fare un grande tennis". Cosa gli è successo? Jannik ammette che, a un certo punto, l'ha portata a casa con molto mestiere e altrettanta tenacia.

"Prima della partita mi sentivo benissimo, nel secondo ho fatto un po' fatica a trovare la giusta energia e ho dovuto trovare il modo per uscire da questa partita. Ho avuto qualche difficoltà. Ero un po' stanco, spero di potermi riprendere il più possibile per domani. Cerco di dare il massimo in ogni partita che gioco".

Sinner è umano, non un robot: ha rischiato con Machac

Il campione di San Candido ci aveva abituato bene e, a giudicare da come s'era messo il match contro Tomas Machac, sembrava avesse la vittoria in tasca. Che, tutto sommato, avrebbe Tre break in venticinque minuti, 28 punti a 13 sono i numeri che hanno scandito un primo set dominato (6-1). Poi è arrivato il blackout improvviso, inspiegabile che ha (quasi) consegnato il secondo parziale all'avversario: il tennista ceco s'è spinto fin lassù, sul picco del 5-2 ma ha sofferto di vertigini e ha iniziato a tremargli il braccio quando ha avuto l'opportunità di strappare il set.

"Dai che la recuperiamo!", ha urlato Vagnozzi a Jannik per incoraggiarlo a non mollare. E lui ha ripreso a fare quel che tutti s'apettano: giocare al top. Machac, invece, è tornato la brutta copia di se stesso vista a inizio incontro: sotto tono, sotto ritmo, sotto i colpi di Sinner, ha subito la rimonta del numero due al mondo. A testimonianza che se il match s'è allungato così tanto, è stato solo perché l'italiano lo ha sostanzialmente lasciato in partita. Poi s'è dato una mossa e ha rimesso le cose a posto. Nella buona e nella cattiva sorte, è umano anche lui.

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