Sinner costretto a togliere il bracciale Whoop agli Australian Open: “È la regola”. Cos’è successo

Jannik Sinner prima di iniziare il match contro Luciano Darderi è stato invitato dall'arbitro a togliere l'ormai famoso braccialetto Whoop, ovvero il dispositivo avanzato per monitorare i dati sulle prestazioni e sulla salute. Una situazione che lo accomuna a Carlos Alcaraz, anche lui costretto nell'ultimo match a rimuovere l'oggetto dal suo polso. Senza fare una piega, Jannik si è attenuto alla decisione e ha riposto il bracciale nel borsone riposizionando il suo polsino. Ma a cosa serve questo oggetto, e perché viene fatto rimuovere?
Sinner come Alcaraz e Sabalenka, deve togliere il braccialetto Whoop
Si potrebbe definire come il "destino comune dei numeri uno". La prima a finire sotto le telecamere agli Australian Open per il caso Whoop è stata Aryna Sabalenka, seguita poi da Carlos Alcaraz e appunto Jannik Sinner. Lo spagnolo è rimasto sorpreso prima della partita contro Paul, quando il giudice di sedia nelle procedure pre-partita lo ha invitato a togliersi il braccialetto. Nessun problema né per lui né per Sinner che ha iniziato la sua sfida senza problemi contro Darderi e che utilizzava questo sistema sotto il polsino, in linea con i dettami del suo team.
Cos'è il Whoop e a cosa serve
A cosa serve il Whoop? Si tratta di un braccialetto che è molto popolare sia tra gli atleti sia professionisti che non. Si tratta di un dispositivo che non ha lo schermo e non riceve notifiche che possano disturbare chi lo porta. È studiato per essere invisibile e raccogliere dati costanti, analizzando anche frequenza cardiaca, sia a riposo che in piena attività. Infatti misura anche lo stress cardiovascolare accumulato e può essere considerato quasi un "coach" digitale che fornisce informazioni sul corpo e sulle sue prestazioni, permettendo di capire la reazione a determinate situazioni di sforzo o stress. Il tutto in modo silenzioso senza "disturbare" o distrarre chi lo porta.
Perché il Whoop viene fatto togliere ai tennisti
Perché il braccialetto Whoop viene fatto togliere ai tennisti? A quanto pare ATP e ITF (al contrario della WTA) attualmente non fanno indossare questo dispositivo, in attesa di una decisione definitiva. Questo perché si sta limitando l'utilizzo di strumenti che possano fornire, come suddetto, una sorta di "coaching" in diretta all'esterno su dati sulle prestazioni dell'atleta. Al contrario infatti è consentito l'utilizzo di orologi che si limitino però a mostrare l'ora.
Le parole di Sinner sul braccialetto, cosa gli ha detto l'arbitro
Sinner è intervenuto sulla questione nella conferenza stampa successiva alla vittoria su Luciano Darderi. Un'occasione per spiegare il funzionamento del braccialetto Whoop: "Ci sono certi dati che vorremmo tracciare un po' in campo. Non è per la questione live, ma è più per poter vedere dopo la partita. Sono dati che vorremmo usare anche nelle sessioni di allenamento perché da lì puoi allenarti con la frequenza cardiaca e quante calorie bruci e tutto questo genere di cose". Nessun problema però di fronte alla decisione del giudice di sedia: "L'arbitro mi ha chiesto subito se fosse il tracker. Ho detto di sì e lui ha detto ‘rimuovilo', va bene così. Ci sono altre cose che potremmo usare, come il gilet, ma per me è un po' scomodo perché senti di avere qualcosa sulle spalle ed è un po' diverso. Le regole sono regole e lo capisco e non lo userò di nuovo".