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Australian Open

“Serviranno ispezioni corporali per trovarlo”: il produttore del dispositivo vietato a Sinner e Sabalenka

Il CEO e fondatore dell’azienda produttrice del ‘Whoop’ proibito all’Australian Open ha annunciato novità al riguardo.
A cura di Paolo Fiorenza
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La polemica sul ‘Whoop', il dispositivo che viene indossato come un braccialetto (senza display) per monitorare in tempo reale numerosi parametri del proprio corpo sia durante la prestazione sportiva che nel resto della giornata, sta assumendo proporzioni sempre maggiori, spinta al massimo (è tutta pubblicità…) dal CEO e fondatore dell'azienda produttrice del ‘fitness tracker'.

Tutto è nato dal divieto di portarlo che è stato imposto all'Australian Open a tre top player assoluti come Sabalenka, Sinner e Alcaraz, che sono stati costretti a togliere il bracciale poco prima di giocare le rispettive partite. Adesso Will Ahmed rilancia, annunciando che il congegno sarà implementato nella biancheria intima, con la conseguenza che "serviranno ispezioni corporali" per trovarlo e farlo togliere di dosso.

Aryna Sabalenka era stata la prima a sperimentare l'inflessibilità degli organizzatori del primo Slam stagionale (che è sotto l'egida dell'ITF, che proibisce il dispositivo a differenza della WTA, mentre l'ATP chiude un occhio e in genere lo consente spesso coperto da un polsino). La bielorussa numero uno al mondo era rimasta sorpresa quando l'arbitra del match di primo turno contro la francese Tiantsoa Rakotomanga le aveva ordinato di toglierselo prima dell'inizio: il suo sguardo sconcertato aveva gelato il suo team in tribuna.

Poi era toccato all'altro numero uno, Carlos Alcaraz, ricevere il medesimo ordine di rimuovere il ‘Whoop' che portava sotto il polsino, prima della partita di ottavi contro Tommy Paul. A quel punto già si era fatto vivo su X il boss dell'azienda: "Ridicolo, non presenta alcun rischio per la sicurezza. Lasciate che gli atleti si misurino il corpo. I dati non sono steroidi!", aveva scritto. Infine era stato Jannik Sinner a doversi togliere l'aggeggio prima del match con Luciano Darderi, nessuna eccezione per il due volte campione uscente.

Ahmed allora ha pensato bene di portare la questione a un livello superiore, sfidando chi proibisce il ‘Whoop' a cercare bene addosso ai tennisti e alle tenniste per riuscire a scovarlo: "Stiamo distribuendo la nostra collezione ‘Whoop Body' a tutti i giocatori dell'Australian Open. Il sensore può essere indossato in modo discreto ed efficace nella nostra nuova biancheria intima. Ci vorrà una perquisizione corporale per tenere il ‘Whoop' fuori dal campo!". Ovviamente è una provocazione, nessuno mai ispezionerà Sinner o la Sabalenka per trovare alcunché…

Il motivo specifico per cui i tornei del Grande Slam hanno vietato l'uso di dispositivi indossabili non è ancora chiaro, ma si è ipotizzato che questo potrebbe dare ad alcuni giocatori un vantaggio rispetto ad altri che non indossano questa tecnologia. Il ‘Whoop' consente di monitorare parametri chiave come la frequenza cardiaca, i livelli di ossigeno nel sangue e il livello dello sforzo fisico. I dati possono aiutare gli atleti a recuperare al meglio dopo la prestazione.

Tennis Australia ha confermato che non è consentito indossare ‘fitness tracker' durante le partite dei tornei del Grande Slam, ma ha aggiunto che sono in corso discussioni per modificare la regola, cosa che dovrebbe avvenire in tempi brevi.

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