Sabalenka nella sauna degli Australian Open: travolge Jovic e scherza sul tetto chiuso “solo per i ragazzi”

Aryna Sabalenka ha battuto Iva Jovic in 89 minuti (6-3, 6-0) e s'è qualificata alla semifinale degli Australian Open 2026 per la quarta volta consecutiva. Ma è stata dura perché oltre alla tennista americana ha dovuto tenere testa a un avversario invisibile e rovente: l'aria torrida di Melbourne. La numero uno al mondo ci ha scherzato su, facendo ironia sulle condizioni proibitive, per la sensazione di aver giocato in una "sauna a cielo aperto", e sul tetto della struttura che è rimasto aperto per quasi tutto l'incontro (eccezion fatta per una piccola porzione) e poi serrato quando toccava "ai ragazzi" andare in campo. Secondo la Heat Stress Scale del torneo, durante il suo match i parametri non avevano ancora toccato il fatidico livello 5 necessario (in quel momento era 4.4) per la chiusura automatica. E così mentre la colonnina di mercurio saliva vertiginosamente, fino a toccare i picchi più alti degli ultimi vent'anni, la bielorussa se l'è cavata nel modo più breve e migliore possibile per non finire "arrosto". Dopo un primo set in cui Jovic ha provato a resistere ingaggiando scambi con colpi profondi e grande atletismo, Sabalenka ha dato uno scossone al match chiudendo la sfida in meno di un'ora e mezza.
Sabalenka scherza sulla resistenza al caldo tra donne e uomini
Con piglio scherzoso, Sabalenka ha commentato in maniera ironica la decisione da parte degli organizzatori di chiudere completamente il tetto della Rod Laver Arena solo alla conclusione della sua partita, mentre si stavano preparando per scendere Alexander Zverev e Learner Tien (il tedesco ha poi vinto). "Immagino che, come donne, siamo più forti dei ragazzi, quindi hanno dovuto chiudere il tetto per loro così non soffrono troppo!" ha ammesso sorridendo durante la conferenza stampa.
La gestione del tetto parzialmente chiuso nonostante i 45° gradi
Per un'ora e mezza (tanto è durata la gara contro Jovic), Sabalenka s'è dovuta rassegnare a giocare sotto un sole cocente, con temperature che hanno sfiorato i 45° C. Gli impacchi di ghiaccio tra un set e l'altro le hanno restituito un po' di ristoro ma – e questa volta il tono è più serio – ha spiegato come la chiusura parziale del tetto durante il match l'abbia aiutata sfruttando alcune zone d'ombra a fondo campo perché "così potevamo rifugiarci lì tra un punto e l'altro per respirare un poco".
La fiducia nei protocolli di salute. La bielorussa ha concluso l'argomento con parole concilianti, evitando qualsiasi forma di polemica o di interpretazione negativa delle sue frasi. "Sapevo che non ci avrebbero lasciato giocare in un calore folle. Sapevo che se avesse raggiunto il livello 5 avrebbero chiuso il tetto, quindi mi sentivo protetta".
Dietro il suo sarcasmo, però, c'è tutta la carica agonistica della campionessa che sembra imbattibile sulle superfici rapide australiane. E contro Jovic ha fatto il possibile per chiudere i punti velocemente e non restare esposta al sole e allo stress fisico più del necessario. "Ma non guardate il punteggio perché non è stato affatto facile. Queste adolescenti mi stanno mettendo alla prova e Iva mi ha spinto a giocare un livello ancora superiore".