Roddick allibito per quello che ha detto Sinner: “Ho pensato ‘c…o, che onestà’. Noi mentivamo”

Andy Roddick ha fatto una chiacchierata con Holger Rune nel suo seguitissimo podcast e uno degli argomenti trattati non poteva non essere Jannik Sinner, elogiato dal tennista danese (attualmente fermo ai box per la lunga riabilitazione dopo l'intervento per la rottura del tendine d'Achille) per la sua etica del lavoro che lo ha portato a migliorarsi continuamente fino a vincere quattro Slam e raggiungere la prima posizione al mondo (per il momento ceduta ad Alcaraz). Il dialogo tra Roddick e Rune si è poi spostato su aspetti extra campo, in particolare la grande sincerità di Sinner nel parlare ai media e dire senza problemi cosa non va nel suo gioco e come ci lavorerà sopra. Un comportamento che ha lasciato allibito il 43enne statunitense, a sua volta ex numero uno del ranking tra il 2003 e il 2004.
Roddick è partito facendo un confronto generazionale e allargando il discorso anche ad Alcaraz: "Voi tutti, questa generazione, sembrate molto più aperti – ha detto a Rune – Tipo, mi ricordo Carlos dopo Indian Wells, perde con Draper (in semifinale, il 15 marzo 2025, ndr), arriva e dice: ‘Non sento il mio gioco'. E io penso: ‘Noi mentivamo molto di più rispetto a questa generazione!'. Mentivamo e basta. Voi siete così aperti".

A quel punto Roddick cita l'episodio con protagonista Sinner che lo ha lasciato assolutamente stupito: "Jannik, per esempio, entra in conferenza stampa allo US Open dopo aver perso con Carlos, dopo la stagione che ha fatto, e dice: ‘Devo cambiare un sacco di cose'. E io penso: ‘Cazzo, questi ragazzi sono proprio onesti'. Io sarei stato puntiglioso… voi sembrate tutti così aperti e onesti su come state in ogni momento della vostra carriera".
Al che Rune non ha potuto che concordare con Roddick, aggiungendo come poi davvero Sinner abbia messo mano con successo (come poi dimostrato alle ATP Finals, dove si è preso la rivincita su Alcaraz) ai punti carenti del suo gioco: "Penso che quello che loro due fanno così bene è proprio essere così aperti, perché questo gli dà la possibilità di continuare sempre a migliorare. Penso che Jannik abbia cambiato il servizio dopo lo US Open e io mi chiedevo: ‘Perché, perché?'. Cioè, lui arriva in finale in tutti gli Slam e poteva vincerne tre su quattro. Quindi perché cambiare il servizio?". Forse perché di questo sono fatti i campionissimi come il nostro…