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Australian Open

Moutet distrutto da Alcaraz agli Australian Open: “Ho mandato un messaggio ai miei genitori”

Il tennista francese è uscito letteralmente devastato dall’incontro con il numero uno al mondo. “Non direi che è stata una bella esperienza perché ho perso, ma sono contento di averla vissuta”.
A cura di Maurizio De Santis
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Corentin Moutet era semplicemente devastato dopo la sconfitta contro Carlos Alcaraz che lo ha eliminato dagli Australian Open 2026. Poco più di due ore e 3 set persi 6-2, 6-4, 6-1: tanto è durato il sogno di sfidare il numero uno al mondo che ha sfoderato colpi di un altro livello e mostrato un tennis ingiocabile almeno per il francese che dal match è uscito letteralmente devastato. Ha trovato consolazione ripensando ai sacrifici fatti per vivere momenti del genere, ovvero la soddisfazione di battersi contro un avversario fortissimo. "Ho mandato un messaggio ai miei genitori – ha ammesso ai media a fine incontro – per ringraziarli dei sacrifici fatti per me e del percorso che sono riuscito a fare grazie a loro".

Moutet devastato: "Sono più debole di lui in tutto"

Il senso di frustrazione ha accompagnato Moutet per tutto l'incontro, facendo capolino nei momenti più caldi della partita, quando ha provato a tenere testa allo spagnolo fino ad arrendersi alla sua grandezza. Un esempio tangibile è quanto accaduto durante il secondo set: il francese ha azzardato uno scambio perfetto, o quasi… ma gli è crollato il mondo addosso quando il murciano lo ha chiuso con un passante impietoso sulla riga. È stato allora che il 26enne tennista transalpino (36° nel ranking) ha capito che era finita, tanto da cedere di schianto nel terzo (e ultimo) set. Troppo Alcaraz per lui.

"È stata dura. Era molto più forte di me – ha aggiunto -. Ho affrontato l'incontro con le migliori intenzioni, cercando di restare concentrato. Sarebbe cambiato qualcosa se avessi servito meglio? Non credo. Sono consapevole che oggi, e non me ne vergogno, sono più debole di lui in ogni aspetto del gioco. Non direi che è stata una bella esperienza perché ho perso, ma sono contento di averla vissuta".

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La dedica del francese alla famiglia: "Grato per il percorso"

Quest'ultima frase offre a Moutet la possibilità di trovare conforto nella sfera privata. "Ho giocato tornei dove i miei genitori mi accompagnavano dopo la scuola, facendo i compiti in macchina e cambiandomi in fretta per gli allenamenti. I miei genitori hanno fatto innumerevoli viaggi in macchina per portarmi qua e là, per darmi la possibilità di farcela. Senza alcuna garanzia. E oggi, sono sceso in campo al terzo turno di uno Slam contro il numero uno del mondo".

Il messaggio che manda loro è di una tenerezza estrema. "Posso solo essere grato per il percorso e per staccarmi da quella idea secondo cui ‘è bello quando vinci, è brutto quando perdi'. Anche il percorso è importante.

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