Matteo Berrettini distrutto dai crampi a Indian Wells: “Ho messo in campo quello che avevo”

Matteo Berrettini aveva bisogno di una partita come quella che ha vinto contro Mannarino. Una battaglia autentica. Quasi tre ore di lotta e soprattutto un finale di partite con i crampi, che gli hanno impedito di muoversi per i cinque minuti successivi al termine dell'incontro. Ora lo aspetta Zverev, e giocare da sfavorito potrebbe essere un motivo in più per fare il colpaccio a Indian Wells.
Berrettini giocherà con Zverev a Indian Wells
Aveva iniziato maluccio contro Mannarino, uno degli evergreen del tennis, uno di quelli che non molla mai che pur non giovanissimo quando è in giornata devi piegare. Un set per parte (6-4 per il francese, 7-5 per l'azzurro), poi il terzo e decisivo set che Matteo si prende sul filo, altro 7-5 e vittoria dopo due ore e cinquanta minuti tra gli applausi del pubblico di Indian Wells.
Berrettini vince e crolla per i crampi
Vittoria anche contro i crampi che già all'inizio del terzo set avevano iniziato a dargli fastidio, ha resistito ed è riuscito a vincere. Dopo l'ultimo punto, nel quale ha martellato da fondo, non ne aveva più. Ha alzato le braccia per celebrare la vittoria e poi non ha retto più gettandosi per terra, e sul campo è rimasto a terra per un po'. Poi il fisioterapista lo rimette in piedi. Lui si rialza, si rifocilla, torna sulla sua panchina e poi intervista e firma sulla telecamera.
Finita la partita ha detto: "Sono davvero fiero di me stesso. Ho lottato davvero duramente, fino all’ultimo punto. A inizio terzo set ho avuto i cramp. All’inizio del terzo set ho iniziato a sentire un po’ di crampi. Ero un po’ sorpreso, ma poi mi sono ricordato che fino a tre giorni fa ero influenzato, quindi mi sono detto: ‘Ok, è normale‘. Ho cercato di adattarmi alla situazione. Non avevo iniziato bene la partita, lui invece sì, ma sono riuscito a farla girare”.
"Una volta tramontato il sole sono riuscito a vedere un po' meglio"
Crampi prodotti anche dalle condizioni di Indian Wells che sono tra le più dure e le più temute in assoluto: "In questo torneo le condizioni cambiano tantissimo tra il giorno e la sera: una volta tramontato il sole sono riuscito a vedere anche un po’ meglio. Sono contento perché sono riuscito a trovare la maniera di lottare: ho servito bene ed ho colpito bene la palla. Sono un po’ stanco ma soddisfatto: ho messo in campo davvero tutto quello che avevo".