Maestrelli scopre in diretta che sfiderà Djokovic agli Australian Open e la sua reazione è impagabile

Tra le scene più curiose di questa edizione degli Australian Open, appena iniziati, rientra senza dubbio quella relativa a Francesco Maestrelli che scopre in diretta il nome del suo prossimo avversario. Il tennista pisano che si è tolto la soddisfazione di ottenere la prima vittoria Slam è rimasto basito quando ha capito che nel secondo turno affronterà nientemeno che Novak Djokovic.
Maestrelli scopre in diretta TV di dover giocare contro Djokovic
Intercettato dalle telecamere di Eurosport, Maestrelli è stato messo di fronte alla realtà dei fatti: "Il prossimo potenziale avversario si chiama Novak Djokovic (dubbi fugati dal successo ottenuto poco dopo da Nole contro Martinez, ndr)". Gelato Francesco che si è limitato a dire "no". Una reazione impagabile per il tennista italiano, quasi incredulo: "No, dai. No". Questo perché Maestrelli non aveva ancora letto il tabellone. Il motivo? Un modo di alleggerire la pressione: "Non guardo mai il tabellone perché ho sempre paura di mettermi un pochino di pressione. Magari vedo con chi gioco… poi uno non dovrebbe mai fare proiezioni".
Le prime volte di Maestrelli agli Australian Open
Nessun dubbio ora per Francesco Maestrelli che affronterà quella che è la partita più prestigiosa della sua giovane carriera, contro quello che non può che essere un idolo: "Novak Djokovic, vabbè dai". Con un bel sorriso finale. Giocare probabilmente sul centrale, contro il campione serbo capace di vincere questo torneo la bellezza di 10 volte, è la prova di come la carriera di Francesco in questo avvio di 2026 sia arrivata al punto di una possibile svolta.
Prima la qualificazione in un tabellone Slam, poi la vittoria al primo turno contro Atmane che gli permetteranno di diventare il numero 111 del mondo, nuovo best ranking. Dopo le tante soddisfazioni a livello Challenger ecco le prime gioie tra i "grandi" per il pisano che ai nostri microfoni ci aveva raccontato del duro lavoro per cercare di diventare più competitivo anche su superfici veloci. E i risultati gli danno ragione, con la prospettiva di una partita che a prescindere da come andrà a finire non dimenticherà mai.
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