Luciano Darderi: “Nel tie-break contro Sinner è successa una cosa strana. Non potevo non fermarmi”

Luciano Darderi non dimenticherà mai gli Australian Open 2026. Il numero 23 del mondo per la prima volta in carriera ha raggiunto gli ottavi di finale di un torneo dello Slam. Si è tolto la soddisfazione di battere Khachanov (18° nel ranking), fermandosi poi contro il campione in carica Jannik Sinner. Darderi nella sua rubrica su La Gazzetta dello Sport, ha raccontato di suo pugno le emozioni australiane, fino al match con il connazionale.
Luciano Darderi racconta l'incontro con Sinner agli Australian Open
Già la marcia d'avvicinamento alla sfida è stata contraddistinta dalla consueta routine. Scaramanzia e attenzione ai dettagli per il confronto con Sinner, con il quale Luciano si era allenato poche settimane prima: "Alla vigilia dell’incontro con Sinner ripeto tutti i riti scaramantici. Per esempio i posti nell’auto: sempre gli stessi, e tutti devono salire dalla stessa portiera. La sera prima sto tranquillo a casa: guardo una puntata della serie tv Prison Break, ascolto Bob Marley. Dormo tantissimo e benissimo. Sveglia alle 10, a colazione uova sode, avocado, yogurt greco con mirtilli, mango e frutto della passione, tè nero senza latte, succo d’arancia".
La tattica di Luciano contro Sinner
Piano di gioco chiaro contro l'impeccabile Jannik, per cercare di metterlo in difficoltà: "La tattica? Beh, Jannik non ha punti deboli: dovrei portarlo sugli scambi sostenuti, facendolo muovere". Sicuramente non aiuta il fatto di giocare non sulla Rod Laver Arena, ma sulla più veloce Margaret Court Arena: "Impianto molto raccolto, come se fosse indoor. E superficie più veloce della Rod Laver Arena, dove c’era la possibilità di spostarci dopo il ritiro di Mensik contro Djokovic. Posso comprendere che Jannik abbia voluto rimanere nell’altro stadio. È tempo di giocare".
Il fuori programma nel terzo set
Per due set non c'è stata molta partita, con Darderi che nel terzo set ha dato filo da torcere a Jannik Sinner: "Nel primo set non ci capisco nulla, il campo è molto rapido. Pian piano mi ci abituo e nel terzo set lotto alla pari, riuscendo a mettere in pratica la tattica della vigilia". Un episodio curioso poi si è verificato nel tie-break, quando Luciano si è ritrovato avanti sul 2-0, con un mini-break.

Mentre si accingeva a servire, ecco il pianto di una bambina sugli spalti e la pausa forzata. Dopo quell'episodio, inversione di rotta totale con Sinner che ha infilato sette punti di fila. Darderi ha rivissuto così quella situazione: "Nel tie-break capita una cosa strana. Servo per andare sul 3-0, una bambina in tribuna comincia a piangere, non so se fermarmi o provare a servire. Mi fermo, interrompo il flusso e subisco la rimonta. Mi viene da ridere a ripensarci. Ma ho fatto bene, la bambina piangeva e non potevo servire disinteressandomi di quel pianto".