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4 Novembre 2022
13:03

L’ex tennista racconta l’orrore delle violenze: “A 16 anni sono stata picchiata fino a perdere i sensi”

Il caso della giocatrice 14enne che subisce percosse da parte del padre perché non s’impegna abbastanza scuote l’ex campionessa, Jelena Dokic: “Quello che accade a porte chiuse è anche più brutale”. E trova la forza di parlare della propria esperienza.
A cura di Maurizio De Santis
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L’ex tennista, Jelena Dokic, scossa dalla violenza inaudita subita dalla 14enne tennista picchiata dal padre–allenatore.
L’ex tennista, Jelena Dokic, scossa dalla violenza inaudita subita dalla 14enne tennista picchiata dal padre–allenatore.

Il video del padre-allenatore che picchia la figlia perché non s'impegna abbastanza, non rispetta i suoi ordini e la disciplina rigida della gerarchia è un pugno nello stomaco per Jelena Dokic. L'ex numero 4 al mondo, vincitrice di 6 titoli WTA, oggi ha 39 anni, nel tennis c'è rimasta da allenatrice, e nell'assistere a quelle scene di violenza inaudita l'è mancato il fiato, ha avvertito una fitta al cuore e un'altra sull'anima.

Calci, schiaffi, offese… il genitore le rifila perfino un cazzotto: le immagini di quell'episodio avvenuto su un campo da gioco serbo sono terribili. L'impatto è stato traumatico, all'ex campionessa  hanno riportato alla memoria cose che aveva ricacciato dentro di sé, chiudendole a doppia mandata nel buio di qualche cassetto. Lei sa cosa significa, quel dolore e quella sensazione di impotenza le ha provate sulla sua pelle. Lei stessa ha subito abusi da adolescente, quando le dicevano che era per il suo bene, che certe cose servono a temprare il carattere, che nella vita è utile per fortificarsi e resistere a tutto.

In carriera Dokic ha conquistato 6 titoli WTA ed è stata tra le più forti giocatrici al mondo.
In carriera Dokic ha conquistato 6 titoli WTA ed è stata tra le più forti giocatrici al mondo.

A 16 anni esplose a Wimbledon facendo irruzione sulla scena internazionale. Nessuno immaginava cosa si nascondesse dietro la sua esperienza. Nessuno sapeva o, cosa peggiore, faceva finta di essere all'oscuro di tutto. Dokic porta ancora i segni addosso, alcuni sono invisibili ma lasciano cicatrici profonde. Ne aveva parlato nell'autobiografia (Unbreakable) raccontando delle percosse ricevute da ragazza, della depressione e dei pensieri suicidi che ne erano scaturiti.

"Mi sento male, ho vomitato e ho il cuore spezzato dopo aver visto questo – è l'incipit del post condiviso su Instagram dalla ex tennista -. Pensi che sia brutale? Lo è, ma è cosa normale per molti di noi che hanno subito o subiscono abusi soprattutto da bambini. Colpire, tirare l'orecchio, sputare in faccia, gettarci a terra, prenderci a pugni e calci. Non è certo una novità quanto subito da quella ragazza di 14 anni. Immagina cosa succede a porte chiuse. La realtà di ciò che accade è anche più brutale".

Lo scandalo che ha travolto la ginnastica artistica italiana è solo la punta dell'iceberg, la sequenza di botte subite dalla tennista 14enne ha acceso i riflettori su aspetti spesso taciuti come la tutela dei giocatori nello sport. L'uomo che l'ha malmenata è in custodia cautelare su richiesta della Procura di Belgrado: la giustizia farà il suo corso ma non basterà a riparare il danno psicologico provocato da quell'atteggiamento da orco.

"Quel video è disgustoso e ripugnante – ha aggiunto Dokic a 9news.com.au -. A me è capitato di essere stata presa a calci fino a perdere i sensi una settimana prima degli US Open quando avevo 16 anni… e non è stata l'unica volta. Purtroppo, dovevi arrivare a questo – ed essere filmato – per vedere cosa succede davvero. Adesso dobbiamo davvero fare qualcosa al riguardo. Questo è ciò di cui parlavo da sempre quando ho pubblicato la mia storia… il mio caso non è il primo né l'ultimo".

La domanda che si pone Dokic è una sola: si sta facendo abbastanza per sensibilizzare l'opinione pubblica? E aggiunge che parlare di argomenti del genere è importante anche per spezzare il muro di omertà che c'è intorno allo sport e, nel caso specifico, al tennis.

"Non tutti sopravvivono a questo – ha aggiunto Dokic -. Alcuni ci riescono, altri vengono sopraffatti e altri si tolgono la vita. Semplicemente non ne senti parlare. Quindi è ora di fare un po' di rumore".

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