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Kokkinakis: “Ho il tendine d’Achille di una persona morta nel braccio. I chirurghi avevano paura”

Il 29enne tennista australiano ha le lacrime agli occhi quando ripercorre il calvario affrontato. “Per le rotture del legamento crociato o del tendine d’Achille, ci sono dei precedenti. Nel mio caso ho dovuto andare avanti alla cieca”.
A cura di Maurizio De Santis
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Le lacrime di Kokkinakis che racconta in campo il calvario dell’operazione.
Le lacrime di Kokkinakis che racconta in campo il calvario dell’operazione.

Thanasi Kokkinakis è tornato in campo un anno dopo il grave infortunio agli Australian Open e un'operazione delicatissima: gli hanno riattaccato il muscolo pettorale alla spalla utilizzando un tendine d'Achille prelevato da una persona morta. "Quello che ho passato negli ultimi dodici mesi è assolutamente folle – dice al termine della partita giocata in doppio con Nick Kyrgios e vinta contro Ebden-Ram al Brisbane International 2026 -. Ho parlato con molti chirurghi, molti dottori, persino con il medico di Rafa (Nadal, ndr), e non ero davvero sicuro di cosa stesse succedendo. Nessuno sapeva dirmi nulla". Il 29enne tennista australiano ha le lacrime agli occhi, non ce la fa a trattenere l'emozione quando ripercorre il calvario affrontato. Credeva la sua carriera compromessa per sempre, tra i pensieri più cupi il ritiro era divenuto un chiodo fisso. Poi è successo qualcosa e a febbraio 2025 ha preso la decisione più difficile perché sapeva che avrebbe affrontato un intervento alla cieca, senza certezze sul recupero.

Kokkinakis in lacrime, racconta l'infortunio: "Mi sono tagliato metà del muscolo pettorale"

Kokkinakis non sa se il match disputato a Brisbane è la fine di un incubo. Nessun medico o fisioterapista s'è azzardato a fornirgli rassicurazioni ma non poteva più continuare a soffrire e s'è aggrappato all'ultima possibilità a disposizione: "Giocavo una partita, a volte ottenevo una grande vittoria, e poi il mio braccio era distrutto per i round successivi". Cosa gli è successo? Le sue parole spiegano bene qual è stata l'entità della lesione: "Mi sono letteralmente tagliato metà del muscolo pettorale. Giocavo con una cicatrice fibrosa da cinque anni. Molti chirurghi mi hanno che era troppo rischioso operarmi, che una cosa del genere non era mai stata fatta nel tennis. Oggi ho un tendine d'Achille di una persona deceduta nel braccio per riattaccare il muscolo pettorale alla spalla".

Un anno fa il ritiro agli Australian Open, a Brisbane il ritorno in campo dopo una lunga riabilitazione.
Un anno fa il ritiro agli Australian Open, a Brisbane il ritorno in campo dopo una lunga riabilitazione.

La sensazione peggiore provata: "Nel mio caso dovevo procedere alla cieca"

Il pianto liberatorio di Kokkinakis al momento dell'intervista è commovente. Non c'è modo migliore, genuino ed efficace per comunicare quanto sia stato duro e quanto lo sia tuttora (anche) il disagio interiore contro il quale ha dovuto combattere. Una delle sensazioni peggiori è stata la completa mancanza di punti di riferimento, esempi che potessero aiutarlo nel percorso di riabilitazione. "È molto difficile perché non hai nessuno con cui parlare. Nessuno ci è mai passato. Per le rotture del legamento crociato o del tendine d'Achille, ci sono dei precedenti. Nel mio caso ho dovuto andare avanti alla cieca. Non so cosa mi riserva il futuro perché il mio braccio è un po' logoro ma ho fatto tutto il possibile per avere almeno una possibilità".

L'incoraggiamento di Kyrgios: "La gente sottovaluta certe cose"

Nick Kyrgios è accanto a Kokkinakis e gli mette una mano sulla spalla quando si accorge che è scoppiato in lacrime. Lo incoraggia e quando prende la parola gli esprime massimo sostegno. Lui sa cosa significa vedersi spesso fermato dagli infortuni e patirne il dolore. "La gente sottovaluta quanto lavoro ci voglia da parte nostra e cosa significhi veramente gestire il carico di lavoro, le cure, la preparazione. E non c'è nessuno a cui chiedere consiglio su questo tipo di infortuni".

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