Kecmanovic in lacrime agli Australian Open: “Gioco quanto posso, il tennis non è importante ora”

Ci ha provato Miomir Kecmanovic ma non è bastato. La sua avventura agli Australian Open 2026 è durata una partita, a causa della sconfitta in cinque set contro l'argentino Etcheverry. Una delusione enorme per il numero 59 del mondo che nella conferenza stampa post-match è scoppiato in lacrime sorprendendo tutti i presenti. Molto provato Kecmanovic che ha parlato del suo stato d'animo molto difficile a causa di un grave lutto che lo ha colpito nello scorso Natale.
Kecmanovic crolla dopo la sconfitta agli Australian Open, un lutto lo ha devastato
Amareggiato e triste il serbo che aveva tanto bisogno di un risultato utile in questo primo Slam stagionale. Aveva forse pensato di potercela fare quando si era ritrovato avanti due set a uno, ma poi si è arreso al sudamericano che si è imposto al quinto parziale dopo una vera e propria battaglia. Da un lato la consapevolezza di aver dato il massimo, dall'altro la triste certezza di non poter dare emotivamente di più. Le sue parole sono state un colpo al cuore per tutti.
Il tennis è passato in secondo piano
Questa la sua analisi del match: "È così, come va va. In questo momento il tennis non è la cosa più importante per me. Gioco quanto posso". Ha sorpreso i cronisti presenti agli Australian Open il serbo che poi ha dato maggiori spiegazioni, anche sulle lacrime: "A Natale ho perso mia nonna, quindi… è questo". Ha fatto fatica a parlare Kecmanovic che ha poi cercato di analizzare anche l'andamento di un confronto pesantemente condizionato dalla sua condizione mentale: "Ho dato tutto quello che potevo, il massimo. Mi dispiace non essere riuscito a farcela alla fine. Dopo un brutto primo set ho mostrato un buon livello di gioco ed energia. Lui poi ha servito meglio, soprattutto nel quinto set. Purtroppo è finita così".
Terza sconfitta consecutiva per Kecmanovic in questo avvio di 2026 dopo quelle contro Muller e Vacherot a Hong Kong e ad Adelaide. Difficile insomma lasciarsi alle spalle il pensiero del lutto per Miomir che comunque per farsi forza ha provato a guardare il bicchiere mezzo pieno: "L’unica cosa positiva è che non ho mollato: né ad Adelaide né qui. Almeno ho combattuto fino alla fine".