Il tennis italiano senza Jannik Sinner brancola nel buio
Una correlazione precisa, ufficiale, conclamata, non c'è. Perché non può esserci totalmente. Ma è quantomeno curioso che da quando Jannik Sinner è ai box i tennisti italiani abbiano subito un calo enorme. L'età dell'oro del tennis italiano non è affatto finita, si è solo lievemente interrotta. Jannik non gioca da Wimbledon e tornerà direttamente nel 2027. Cobolli, Musetti e Berrettini, gli altri grandi alfieri della racchetta, non stanno attraversando un periodo straordinario, quello sì, ratificato dalle sconfitte al secondo turno del torneo di Shanghai. In Cina a salvare l'onore dovranno essere Matteo Arnaldi e Luciano Darderi.
L'età dell'oro del tennis italiano
Il tennis italiano ha vissuto negli ultimi anni, a livello maschile, stagioni strepitose. Momenti indimenticabili che parevano oggettivamente inimmaginabili solo sette o otto anni fa. Sinner ha vinto 5 titoli Slam, ha fatto la doppietta a Wimbledon, è diventato numero 1 e lo sarà per altre tre settimane, che lo porteranno a 95 settimane al vertice. Cobolli può entrare presto nella top 5 ATP, Musetti lo ha fatto già. Sia Cobolli che Berrettini hanno giocato finali Slam. Musetti è arrivato più volte in semifinale, traguardo toccato pure da Arnaldi. La Coppa Davis è diventato terreno di caccia, con tre successi nelle ultime tre edizioni.
L'assenza di Sinner pesa sui tennisti italiani
Sinner il 2026 lo ha vissuto da grande protagonista: sei tornei vinti, cinque 1000 in fila (Indian Wells, Miami, Monte Carlo, Madrid, Roma) e il bis a Wimbledon. Poi lo stop, un forfait alla volta fino all'annuncio del ritorno alle gare nel 2027. L'obiettivo è essere al top per gli Australian Open. Chiuderà l'anno nelle primissime posizioni e sicuramente avrebbe firmato per vincere quei titoli.
La pressione è il nemico di Flavio Cobolli
L'assenza di Jannik sembra però aver tolto, paradossalmente, qualcosa ai tennisti italiani che senza di lui sembrano aver perso un faro, inteso non solo come luce, ma inteso anche come chi catalizzando tutte le attenzioni si prende anche tutte le pressioni. Nel momento di quagliare è venuto meno. Cobolli è un ragazzo autentico, non nasconde le sue emozioni e i suoi pensieri, dopo aver perso con Mannarino ha detto che sta sentendo la pressione. Ora è il numero uno italiano (non per classifica ovviamente) e con ogni probabilità sarà l'azzurro su cui tutti si concentreranno alle Finals.
Il 2026 di Flavio Cobolli è d'elite. Finale al Roland Garros, quarti a Wimbledon, un titolo ATP, il numero 6 toccato, con possibilità di arrivare in futuro anche al numero 5, le ATP Finals di Torino a un passo. Insomma, una favola. Ma da un certo punto in poi qualcosa è cambiato. I risultati sono diventati negativi. Giocare ad alti livelli un anno intero è la vera sfida. Dopo Wimbledon ha vinto sei delle tredici partite giocate, quattro volte fuori subito, come a Shanghai.
I problemi fisici di Musetti e Berrettini
Lorenzo Musetti ha vissuto due annate strepitose, quest'anno è mancato, è venuto meno, ed è un peccato cubico, considerati i problemi di Sinner e Alcaraz, che avrebbero potuto spalancargli occasioni d'oro soprattutto al Roland Garros. Qualche vittoria qua e là, la classifica che diventa non deficitaria ma lontana dai giorni migliori. Problemi fisici in serie, prima muscolari, ora una piccola frattura a un dito e pure il finale di stagione è diventato complicato: a Shanghai ha perso con Zhou, numero 277 ATP, perdendo al tie-break decisivo.
E se si parla di tennisti italiani con problemi fisici purtroppo si deve fare il nome di Matteo Berrettini che è tornato su buoni livelli, è tra i primi 50 nella Race, senza aver giocato tantissimi tornei, però anche a questo giro gli è mancato il colpo. A Tokyo fuori al secondo turno, a Shanghai pure, eliminato da Nakashima, un tennista americano in crescita.
Insomma, risultati negativi da tre dei principi del tennis azzurro, al maschile, che senza il re, Jannik, non sono riusciti per il momento a sopperire, come in realtà fecero un anno fa nelle Finals di Davis proprio Cobolli e Berrettini. Luciano Darderi e Matteo Arnaldi a Shanghai cercheranno di tenere a galla l'Italia del tennis, il primo sfiderà Tsitsipas, il secondo Fritz.