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Australian Open

Il giorno di Tien agli Australian Open: Medvedev ko e un messaggio che commuove il tennis

La vittoria contro il russo ha fatto del 20enne il più giovane tennista americano a raggiungere i quarti di uno Slam dopo Roddick. Nel prossimo turno sfida Zverev. In conferenza parla del suo legame molto forte con la famiglia.
A cura di Maurizio De Santis
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Un'ora e 42 minuti sono bastati a Learner Tien per battere (6-4, 6-0, 6-3) Daniil Medvedev agli Australian Open 2026 e diventare il più giovane tennista americano (ha 20 anni) ad aver raggiunto i quarti di finale di un torneo maschile importante dai tempi di Andy Roddick (nel 2002). Nel prossimo incontro avrà dinanzi a sé il numero 3 al mondo, Alexander Zverev: un'altra montagna da scalare per il giovane che un paio di mesi fa ha vinto il titolo della Next Gen Atp Finals, confermandosi uno dei talenti più interessanti del circuito. Il percorso compiuto finora lo ha portato fino a qui ma lui si presenta dinanzi ai microfoni in conferenza con la maturità e la gratitudine di chi è consapevole che il successo non nasce mai da solo e che, se non hai basi solide, è difficile andare avanti.

Ecco perché le sue parole nell'intervista post gara sono un messaggio che commuove, le pronuncia tenendo le mani giunte come se stesse pregando e sorride imbarazzato: raccontano di un ‘ragazzo' che vive sì ancora con la famiglia ("ma forse quest'anno avrò una casa tutta mia") ma non si sente un ‘bamboccione' quando ammette cin estrema naturalezza che "fanno ancora molto per me e sono fortunato per questo". Tien sta crescendo (anche nel tennis) senza dimenticare da dove viene e resta ancorato alle radici nel momento in cui la luce dei riflettori si fa più forte.

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Tien e il legame molto forte con la famiglia: "Grato per quanto fanno per me"

La vittoria contro Medvedev è un (altro) passo importante nella sua carriera ma non dimentica che se oggi è a Melbourne, a giocarsi il tutto per tutto, gran parte di questa opportunità la deve ai genitori. E le frasi che pronuncia su di loro un po' commuovono e un po' spiegano bene qual è l'animo da bravo ragazzo che lo guida. In campo, però, si trasforma. Lì c'è da tirare fuori gli artigli. "I miei genitori sono ancora molto presenti nella mia vita. Sono molto grato a loro per questo – dice Tien, che chiarisce quanto sia stato e quanto sia importante il loro appoggio affinché possa cullare un sogno chiamato tennis -. La mia famiglia è sempre stata una parte importante della mia vita. È difficile pensare a una vita senza di loro".

La risposta da "grande" alla domanda sui genitori che lo trattano "come un bambino"

E in circuito che divora spesso i giovani, soprattutto quelli più bravi che si ritrovano una grande pressione sulle spalle, le sue affermazioni sembrano una sorta di manifesto, una soluzione e un antidoto ai rischi che porta con sé il successo. "Hai appena compiuto 20 anni. Quando sei a casa, i tuoi genitori ti trattano ancora come un bambino? Vivi ancora a casa con i tuoi genitori?", è la domanda che gli fa un reporter in conferenza. Tien risponde con assoluta tranquillità. La sua avventura nel torneo prosegue ma una cosa è già chiara: il futuro del tennis potrebbe avere il volto di un ragazzo che non ha mai smesso di sentirsi figlio. "Sono molto fortunato per questo".

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