Iga Swiatek contro gli Australian Open: “Siamo animali nello zoo osservati anche durante la cacca?”

Iga Swiatek è amareggiata e non poco dopo la sconfitta contro Elena Rybakina agli Australian Open. La tennista polacca oltre ovviamente che per il risultato negativo si è lamentata anche per un altro aspetto, ovvero quello relativo alla privacy dei giocatori che spesso non viene rispettata. Il riferimento è a quanto accaduto a Coco Gauff, con le telecamere degli spogliatoi che hanno mostrato un suo sfogo nella pancia della Rod Laver Arena. Swiatek non le ha mandate a dire, visto che anche lei in passato è stata filmata quando non era in campo.
Lo sfogo di Swiatek dopo la sconfitta contro Rybakina
Molto diretta Iga nella conferenza stampa, in cui ha fatto riferimento alle occasioni in cui è stata mostrata in lacrime negli spogliatoi del Roland Garros e non solo. Swiatek ha subito centrato il punto: "La domanda è: siamo tennisti o siamo come animali nello zoo dove vengono osservati anche quando fanno la cacca, sai? Quindi… ok, stavo esagerando ovviamente, ma sarebbe bello avere un po' di privacy e sarebbe bello anche, non so, avere il proprio percorso e non essere sempre osservati. Come per esempio in altri sport. Onestamente non seguo così tanto gli altri sport, ma sarebbe bello avere un po' di spazio dove puoi fare qualcosa senza che tutto il mondo guardi".
Le telecamere arrivano ovunque anche agli Australian Open
Paradossale il fatto che nelle zone in cui non arrivano i tifosi, con i tennisti magari più rilassati, ci pensino le telecamere a mostrare situazioni che non hanno nulla a che fare con il campo: "A Wimbledon ci sono campi come all'Aorangi dove le persone con l'accredito possono arrivare ma è senza i fan. Al Roland Garros c'è Jean-Bouin. Ci sono alcuni spazi dove puoi almeno andare quando ne hai bisogno, ma ci sono alcuni tornei dove è impossibile e sei costantemente osservato se non dai fan che possono comprare dei ground pass e venire al tuo allenamento, allora dalle telecamere. Di sicuro non è semplice".
Appello diretto di Swiatek affinché si torni a pensare solo a situazioni di gioco, perché in fondo a suo dire non è necessario quello che accade fuori anche se spesso divertente o capace di incuriosire: "Non penso che dovrebbe essere così perché… siamo tennisti. Siamo fatti per essere guardati in campo, sai. E nella stampa, quello è il nostro lavoro. Non è il nostro lavoro diventare un meme quando dimentichi il tuo accredito. Ed è divertente, sì, di sicuro. La gente ha qualcosa di cui parlare, ma per noi non penso sia necessario. Sì, ho parlato con il torneo a riguardo di questa cosa. Ma qual è il punto?"