Djokovic non gradisce la domanda su Sinner e Alcaraz: “Lo trovo irrispettoso. Ti sei perso 15 anni”

La conferenza stampa di Novak Djokovic dopo il passaggio del turno contro lo sfortunato Lorenzo Musetti si è chiusa con una polemica. Il tennista serbo non ha gradito l'ultima domanda, in cui si è parlato dei suoi grandi rivali ovvero Federer e Nadal prima e Sinner e Alcaraz poi. Prima ha chiesto chiarimenti al suo interlocutore, e poi Nole ha sottolineato quella che a suo dire è stata una mancanza di rispetto.
Djokovic e la domanda sull'inseguimento a Sinner e Alcaraz
Il giornalista in questione ha chiesto al campione serbo: "Nella prima parte della tua carriera quando stavi inseguendo Roger e Rafa per i titoli e ora alla fine della tua carriera, stai inseguendo Jannik e Carlos". Il riferimento all'inseguimento degli altri non è stato apprezzato da Djokovic che ha chiesto chiarimenti: "Sto inseguendo Jannik e Carlos? In che senso? Quindi sono sempre l'inseguitore e non vengo mai inseguito".
Proprio per questo Djokovic ha deciso di mettere le cose in chiaro e ristabilire le giuste gerarchie: "Trovo un po' irrispettoso che tu in un certo senso salti ciò che è successo nel mezzo, tra i tempi in cui ho iniziato a inseguire come dici tu Rafa e Roger e ora che sto inseguendo Carlos e e Jannik e c'è probabilmente un periodo di circa 15 anni nel mezzo in cui stavo dominando gli Slam. Quindi, penso sia importante mettere questo in prospettiva".
Il futuro del tennis visto da Djokovic e il dominio di Sinner e Alcaraz
Tornando poi sul presente e sul rapporto anche con Sinner, suo prossimo avversario, e Alcaraz Djokovic ha spiegato: "Non mi sento come se stessi inseguendo a essere onesti. Roger e Rafa saranno sempre i miei più grandi rivali. Ho un enorme rispetto per quello che Jannik e Carlos stanno facendo e continuano a fare e faranno per i prossimi 10-15, 20 anni. Dio sa quanti anni giocheranno. Sono così giovani. E questo è una specie di ciclo naturale nello sport. Avrai altre due superstar che forse avranno un altro terzo ragazzo, per cui farò il tifo perché sono sempre stato il terzo ragazzo all'inizio. Ma questo è un bene per il nostro sport, penso che questo tipo di rivalità e il contrasto delle personalità e degli stili di gioco siano molto buoni per il tennis".
In chiusura la fotografia perfetta di quella che è la sua mentalità da campione, e del fuoco che lo spinge a non mollare mai: "Carlos e Jannik sono migliori in questo momento di me e della maggior parte e di tutti gli altri ragazzi? Sì, lo sono. Voglio dire, la qualità e il livello sono incredibili. È fantastico. È fenomenale. Ma questo significa che esco con la bandiera bianca? No, combatterò fino all'ultimo colpo, fino all'ultimo punto, e farò del mio meglio per sfidarli".