Vötter e Oberhofer stratosferiche nello slittino doppio donne: è il 3° oro per l’Italia alle Olimpiadi

Semplicemente straordinarie. Andrea Vötter e Marion Oberhofer nel debutto assoluto del doppio donne dello slittino ai Giochi, hanno completato un capolavoro che ha riscritto la storia olimpica. La coppia azzurra ha fermato il cronometro sull'1’46.284, un tempo irraggiungibile per tutte le altre coppie in gara, conquistando una medaglia d'oro pazzesca, la terza per la spedizione azzurra a Milano Cortina. La Germania con la coppia Eitberger/Matschina si è dovuta fermare all'argento mentre il bronzo è andato alla coppia austriaca Egle/Kipp.
Vötter e Oberhofer nella storia delle Olimpiadi: primo oro assoluto nello slittino doppio femminile
La pista Eugenio Monti di Cortina d'Ampezzo sarà sempre nella storia delle Olimpiadi e con lei due azzurre: Andrea Vötter e Marion Oberhofer. Perché ciò che hanno conquistato sul ghiaccio di Milano Cortina ha semplicemente dell'epocale: al debutto della neonata competizione di slittino di coppia femminile, sono state le due campionesse italiane a trionfare inserendo in modo imperituro in questa disciplina i propri nomi. Una prova perfetta, al di là di ogni più rosea aspettativa anche se le attese – e la pressione – erano altissime.
La gara perfetta di Vötter e Oberhofer: strepitoso 1:46.284, la gara perfetta a Milano Cortina
Vötter e Oberhofer erano tra gli equipaggi più attesi della finale olimpica, avevano trionfato già in Coppa del Mondo, avevano conquistato medaglie mondiali ed erano pronte a lanciarsi verso l’Olimpo, che è puntualmente arrivato. Le azzurre ci sono riuscite con una gara perfetta, grazie al record di spinta nella prima run, ottenendo poi il miglior tempo assoluto nella discesa decisiva con uno strepitoso 1:46.284, crono da incorniciare e che vale il titolo olimpico. Arrivato anche nel modo più difficile: partendo per ultime, con un carico di tensione e di responsabilità enormi, sapendo perfettamente i tempi avversari, utilizzati sì a riferimento ma anche e soprattutto come monito che le obbligava ad una soglia d'errore pari a zero.