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Reclamo coi soldi in mano nello short track vinto dall’Italia alle Olimpiadi: cosa dice la regola

Le immagini di quanto avvenuto dopo la semifinale olimpica della staffetta mista di short track, prova poi vinta in finale dall’Italia, hanno innescato ipotesi assurde a causa di una banconota da 100 dollari consegnata ai giudici dalla squadra sudcoreana. È stato fatto tutto a termini di regolamento.
A cura di Paolo Fiorenza
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La Corea del Sud ha preso molto male l'eliminazione in semifinale nella staffetta mista di short track alle Olimpiadi di Milano Cortina, gara che poi sarebbe stava vinta dall'Italia con lo splendido oro di Arianna Fontana, Elisa Confortola, Pietro Sighel e Thomas Nadalini. La squadra asiatica ha sostenuto di essere stata pesantemente danneggiata durante la prova dal quartetto americano. In particolare, Kim Gil-li è caduta dopo una collisione con l'americana Corinne Stoddard, che aveva perso l'equilibrio mentre tentava un sorpasso interno sul Canada, travolgendo poi la Kim. Da qui il reclamo immediato della squadra sudcoreana, presentato correndo dai giudici con una banconota in mano, il che ha innescato su X la più classica delle bufale sull'utilizzo ‘improprio' del denaro in questione.

Perché la componente della squadra sudcoreana aveva in mano una banconota da 100 dollari al tavolo dei giudici

Ovviamente il solo pensare che in mondovisione qualcuno possa pensare di corrompere i giudici o indirizzarne le decisioni dando loro una ‘mazzetta' è tanto inverosimile quanto ridicolo. La spiegazione di quanto avvenuto è assolutamente limpida e si può trovare nel regolamento che disciplina i reclami nello short track: servono dei soldi contanti per presentarli.

La caduta della Kim aveva avuto come conseguenza che la Corea del Sud finisse terza nella sua semifinale, mancando la qualificazione per la Finale A che ha visto poi affrontarsi Belgio, Canada, Cina e Italia. Lo staff sudcoreano ha immediatamente presentato una protesta formale ai giudici, chiedendo un "advancement" per penalità degli Stati Uniti. La protesta è stata respinta e la Corea del Sud ha gareggiato nella Finale B (valida per assegnare i posti dal quinto all'ottavo), finendo seconda dietro l'Olanda e dunque classificandosi complessivamente sesta.

La Corea del Sud consegna il foglio del ricorso assieme ai 100 dollari
La Corea del Sud consegna il foglio del ricorso assieme ai 100 dollari

La vicenda è diventata virale su X proprio per la questione della banconota da 100 dollari tenuta in mano da una componente del team sudcoreano mentre correva da un giudice e poi gli parlava, appunto per presentare ufficialmente il reclamo. Molti i commenti tra il perplesso, il sospetto e l'assurdo, ma la verità è che la consegna di denaro contante è una procedura standard per i ricorsi nell'International Skating Union, l'ente che governa lo short track.

Se la protesta – da presentare entro 30 minuti dalla fine della gara – viene respinta, come nel caso della Corea del Sud, la cauzione viene persa. Se accettata, viene restituita. Insomma, niente di strano, sospetto o irregolare.

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