Perché Sighel ha tagliato il traguardo di spalle nell’esultanza “più arrogante” delle Olimpiadi

L'immagine di Pietro Sighel che taglia il traguardo della Milano Ice Skating Arena girato di spalle, agitando le braccia come fossero ali, cercando con lo sguardo gli avversari ormai rassegnati, è splendidamente sfacciata ma dietro quell'esultanza "più arrogante di sempre" (è stato il titolo di Sports Illustrated) non c'era alcuna mancanza di rispetto. Lo ha ammesso lo stesso atleta chiarendo di essersi abbandonato a quel gesto solo "per far gasare un po' il pubblico" e non certo per sbeffeggiare gli avversari a pochi istanti dalla conquista dell'oro con l'Italia nello short track staffetta mista. Il canadese William Dandjinou, che pure sventola gli arti per esprimere gioia dopo un grande successo, è andato controcorrente e ammesso di aver apprezzato il comportamento dell'azzurro. Gli ha dato il giusto peso umano e sportivo, sospendendo ogni giudizio. Chi non prova quelle emozioni, non può capirlo. E non si può spiegare. "È ciò di cui abbiamo bisogno nel nostro sport. Sono felicissimo per la squadra italiana. Vincere in casa dev'essere davvero speciale per loro, è davvero meritato", le parole del nord-americano che si è accontentato dell'argento.

Sighel taglia il traguardo di spalle: "Ma non era una mancanza di rispetto"
L'Italia ha dominato la finale per il metallo più prezioso forte delle prestazioni eccellenti anche di Elisa Confortola, Arianna Fontana (ha spezzato anche la maledizione del portabandiera) e Thomas Nadalini ma a prendersi la scena è stato il loro compagno di team per quella postura che è entrata già nella storia dei Giochi Invernali. Un gesto istintivo e calcolato allo stesso tempo, che racconta talento, personalità e quella sana "follia" che ti scoppia dentro quando realizzi di aver compiuto un'impresa straordinaria. E che nessuno può strapparti di mano la medaglia tanto agognata. Non uno sgarbo ma un ringraziamento, sia pure a tinte forti.
"È stato tutto molto emozionante – le parole di Sighel a fine gara -. Ho esultato in quel modo perché volevo far gasare un po' il pubblico che ci aveva aiutato tantissimo col suo sostegno. Quando siamo in testa alla gara i nostri tifosi ci hanno dato una bella spinta, ecco perché ho voluto dedicare oro qualcosa di speciale. Era un modo per omaggiarli". E se gli altri se la prendono perché non capiscono? La risposta di Sighel è laconica: "Fa lo stesso… l'importante è che abbiamo vinto oggi".
L'oro, il pubblico e quella scelta all'ultimo metro: cosa c’è dietro l'esultanza di Sighel
La vittoria ottenuta oggi ha scandito la terza medaglia olimpica e il primo oro per Sighel, dopo aver vinto il bronzo nella staffetta maschile e l'argento nella staffetta mista ai Giochi di Pechino 2022. È stata un'esplosione di gioia irrefrenabile per aver finalmente ottenuto il risultato più ambito. E ci stava pensando da un po' a come avrebbe festeggiato…

"Avevo pensato un po' di tempo fa a una cosa del genere – ha aggiunto l'azzurro – e credo che oggi era il momento giusto per mostrarlo. Ovviamente, devi anche trovarti nelle condizioni giuste per farlo… tante volte nello short track si arriva al traguardo sul filo dei centimetri e un'esultanza simile non te la puoi permettere. Abbiamo fatto una gara perfetta".